Senza la Bestia, la Lega sempre più allo sbando

·3 minuto per la lettura
ROME, ITALY - MAY 28: Luca Morisi, Social Media Strategist and Communications Campaign Manager for Matteo Salvini, attends a press conference at the Interior Ministry headquarters, on May 28, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)
ROME, ITALY - MAY 28: Luca Morisi, Social Media Strategist and Communications Campaign Manager for Matteo Salvini, attends a press conference at the Interior Ministry headquarters, on May 28, 2019 in Rome, Italy. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images) (Photo: Antonio Masiello via Getty Images)

In effetti non lo si vedeva da un po’. Da mesi. Riflettono i parlamentari leghisti ora che la loro macchina della comunicazione, la famigerata “Bestia”, non ha più la sua guida, il suo inventore, anzi l’artefice del successo di Matteo Salvini via social e non solo. Luca Morisi ha lasciato “per questioni familiari” specificando di avere la necessità “di staccare un po’ di tempo” e che non si tratta di problemi politici. Tuttavia in piena campagna elettorale per le amministrative, con un partito che cala nei sondaggi e un leader sempre più in crisi di consensi, quello di Morisi è un gesto che spiazza tutti i parlamentari. I deputati e i senatori, tutti si chiedono: “Come cambierà la strategia di comunicazione?”. Perché l’incarico del capo della Bestia non era solo quello di pensare ai social ma di gestire, da uomo ombra, l’intera strategia mediatica e i messaggi politici. E ora lascia, alla vigilia delle elezioni amministrative che non sembrano sorridere alla Lega. “Forse non vuole metterci la faccia”, sostiene qualcuno.

I rumors si rincorrono in questo momento in cui la Lega vive una crisi profonda. Nonostante le parole inviate da Morisi, c’è chi ritiene invece che alla base ci sia un problema politico. Alcuni deputati ritengono che Morisi non sia riuscito a convincere Salvini che era arrivato il momento di cambiare strategia e quindi di adeguarsi al governismo: “Forse per la prima volta ha pensato a qualcosa di più moderato”. E chi invece ritiene tutto il contrario, cioè che il capo della comunicazione non poteva più abitare in un partito spaccato, venuto fuori pochi giorni fa in maniera dirompente durante il voto sul Green pass. Voto che ha visto i salviniani, fermi al 30-40% dei deputati, votare contro la fiducia.

Sta di fatto che per ora, l’immagine del profilo Facebook di Morisi è rimasta la stessa, la sua faccia con sotto scritto “Io sto con Salvini”, nell’immagina di copertina “Il Capitano”, epiteto coniato, neanche a dirlo, dallo stesso Morisi. “Non c’è nessuno più affine a Salvini di Morisi. È come parlare della stessa persona”, dice un deputato leghista che però fa notare come, negli ultimi mesi, qualcosa non abbia funzionato. C’è stato un netto crollo di consensi, non solo nei sondaggi, e poi alle urne si vedrà, ma il campanello d’allarme è arrivato proprio dai social sempre meno seguito rispetto al passato. È qui che il meccanismo, guidato da Morisi, si è inceppato. La comunicazione aggressiva, anti immigrati e populista mal si sposa con l’aria che si respira nel Paese. E l’atteggiamento governista di gran parte della Lega ha mandato in confusione la Bestia, sempre più difficile da domare. Anche per Morisi.

Comunque sia di una cosa nella Lega sono certi. “Un altro Morisi non lo trovi, ha inventato un metodo, una strategia, una forma di approcciare le cose, i fatti, gli eventi sui canali social e non lo solo. Chi lo sostituirà?”, si chiedono i parlamentari. La risposta ufficiale per ora è: “Nessuno. Ha creato una squadra solida attorno a lui e si avanti”.

Il progressivo allontanamento di Morisi dalla Bestia era iniziato con l’esplosione della pandemia Covid, a marzo 2020. Da allora, è comparso raramente al fianco di Salvini e del team, pur continuando a lavorare e supervisionare da remoto. Il fondatore della ‘Sistemaintranet’ è rimasto prevalentemente nella sua abitazione di Mantova, in questi mesi, diversamente dall’altro socio, Andrea Paganella, che, anche per il ruolo diverso occupato - capo segreteria - è stato più presente agli appuntamenti del capo leghista. Un dato è certo, l’allontanamento di Morisi ha coinciso con un ‘affaticamento’ di Salvini, sui social e nei sondaggi. Ora il partito è più spaesato di prima.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli