"Senza la distanza di sicurezza, indossare la mascherina sarà solo per buona educazione"

(Photo: Twitter)

“Se non saremo in grado di tenere una distanza di sicurezza, la mascherina da oggi in poi sarà semplicemente un gesto di buona educazione come negli anni ’20 era buona educazione non sputare per terra per evitare la tubercolosi”: è quanto ha affermato Pierluigi Lopalco, responsabile coordinamento regionale emergenze epidemiologiche Puglia, in collegamento con Agorà su Rai3.

L’epidemiologo ha cercato di chiarire alcuni dubbi sull’uso della protezione per naso e bocca: “In generale, quando ci si avvicina ad una persona bisogna indossare la mascherina a meno che non sia un convivente: la mascherina dobbiamo imparare ad utilizzarla. Se mi trovo in una strada che può essere affollata, la mascherina va portata. Se io non posso rispettare la distanza di sicurezza, devo indossare la mascherina; se poi sono in un ambiente confinato, ancora di più: un mio vicino di scrivania anche se a più di un metro potrebbe respirare mie droplets perché ci troviamo in una stanza chiusa”. E in estate a luglio? “L’effetto della mascherina sull’abbronzatura ve lo potete immaginare...”.

Per Lopalco, è ancora difficile parlare di riapertura perché “la coda di un’epidemia così vasta potrebbe essere anche lunga, quindi non parliamo di giorni ma di settimane”. “I dati sono confortanti nel senso che la curva epidemica sta decrescendo -  ha aggiunto -, il numero dei morti lo dobbiamo commentare come sempre con grande tristezza, però c’è da dire che i decessi non sono altro che il risultato di infezioni avvenute diverse settimane fa”.

La ripartenza deve essere pensata considerando tutta la popolazione a rischio contagio: “In questo momento - continua Lopalco -, se noi facciamo un test sierologico a tutti gli italiani, la stragrande maggioranza, oltre il 90%, sono negativi agli anticorpi. Quindi la quota di persone che possono infettarsi è enorme in tutta Italia fatta eccezione per quelle zone dove il virus ha circolato molto attivamente”.

Meglio, dunque, evitare luoghi in cui la folla possa radunarsi come scuole e chiese: “Se oggi succede un pasticcio - conclude - ce ne accorgeremo tra 1-2 settimane e poi dobbiamo ricominciare tutto da capo. Proprio ora dobbiamo essere attenti a quello che facciamo”.

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