Sepulveda Allende: la vera violenza è l'ingiustizia sociale

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Roma, 24 ott. (askanews) - "La grande protesta sociale esplosa il 14 ottobre scorso in seguito all'incremento del prezzo del biglietto della metro si è trasformata in un'enorme ribellione popolare che si è rapidamente estesa a tutte le principali città cilene. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di decenni di rabbia e di scontento di fronte agli abusi, al saccheggio e allo sfruttamento che hanno reso il Cile uno dei paesi più diseguali al mondo". Così dice in una intervista al manifesto Pablo Sepulveda Allende, nipote del presidente socialista Salvador Allende. "Non a caso, in base alle cifre ufficiali della Commissione economica per l'America latina e i Caraibi (Cepal) relative al 2017, il 50% delle famiglie ha ac-cesso al 2,1% della ricchezza del paese, a fronte di un 10% che possiede il 66% del totale e dell'1% più ricco che concentra il 26,5% delle risorse".

"La causa delle mobilitazioni di massa di questi giorni è insom-ma strutturale e va ricondotta a un modello economico e politi-co segnato dal neoliberismo più estremo, che oltretutto distrug-ge i nostri ecosistemi condannando le comunità a vivere in luoghi insalubri" spiega Sepulveda Allende. "Un modello a cui non ha messo mano neppure la Concertación, la coalizione di centro sinistra che ha governato a lungo il paese. Il popolo cileno, tuttavia, si è sollevato contro la cronica ingiustizia sociale prodotta da questo sistema ereditato dalla dittatura ed esige ora cambiamenti di fondo".

Quanto al pacchetto di misure sociali annunciato dal pre-sidente Piñera, Sepulveda Allenda dice che "non è assolutamente credibile. È un pacchetto che si propone solo di guadagnare tempo, offrendo la realizzazione di provvedimenti superficiali al solo scopo di continuare a ingannare il popolo e di smobilitarlo, di frenarne la lotta".