Sequestrato il “ponte Morandi” di Catanzaro, malta scadente

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Roma, 3 nov. (askanews) – Imprenditori legati alla ‘ndrangheta e lavori fatti con malta scadente: “‘na porcheria”, emerge dalle intercettazioni, per risparmiare: l’operazione Brooklyn della guardia di finanza di Catanzaro ha svelato una triste realtà.

Arrestate 4 persone (tra cui un ispettore della guardia di finanza), interdetti un geometra e un ingegnere, sequestrate tre società di costruzione e oltre 200mila euro. Disposto il sequestro del viadotto “Bisantis”, noto come ponte Morandi di Catanzaro, dal nome del costruttore, lo stesso del ponte di Genova crollato ad agosto 2018, e di un tratto della statale 280 cosiddetta dei Due Mari, e la galleria Sansinato, per svolgere accertamenti di natura tecnica.

I sei sono indagati a vario titolo dalla Procura di Catanzaro per trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso, in relazione, fra l’altro, ai lavori di manutenzione straordinaria. Inquietanti le intercettazioni emerse dall’operazione, il capo cantiere riferendosi al materiale di costruzione del ponte dice “qui casca tutto”.

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