Sequestrato impianto eolico, Wwf: evviva, ora parco del Matese

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Roma, 1 ago. (askanews) - Il WWF esprime soddisfazione per il sequestro preventivo dell'impianto (non lo si chiami "parco"!) eolico di Morcone e Pontelandolfo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Benevento, dott.ssa Loredana Camerlengo. L'importante misura cautelare è stata disposta dalla Procura della Repubblica - si spiega in una nota - in accoglimento della istanza di sequestro presentata dal vicepresidente nazionale del WWF Italia, Dante Caserta, predisposta dall'avvocato beneventano Maurizio Balletta con il supporto degli attivisti del WWF Sannio.

Il WWF infatti da tempo monitora la proliferazione selvaggia degli impianti eolici nell'Alto Tammaro, un'area ad elevata biodiversità testimoniata dalla presenza di diverse aree protette dalle Direttive europee sugli habitat e sugli uccelli, le cosiddette SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale, tra cui quella dell'Invaso del Tammaro in cui ricade l'oasi WWF del Lago di Campolattaro). Proprio in relazione all'impianto di Morcone e Pontelandolfo, poco più di un anno fa il WWF proponeva un ricorso al TAR avverso un discutibile provvedimento regionale di modifica delle prescrizioni VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che avrebbe consentito l'esecuzione dei lavori nel periodo di riproduzione di importanti specie di uccelli presenti nell'area, ricorso fortunatamente accolto.

L'azione del WWF si è innestata sull'indagine eseguita dall'ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) che, forse per la prima volta in Italia, è riuscita a misurare esattamente, anche con l'ausilio di strumenti satellitari, la esatta percentuale di habitat illecitamente sottratto, individuando anche significativa perdita di specie floristiche, non segnalate dagli "imprenditori" richiedenti l'autorizzazione né accertate dalle superficiali valutazioni ambientali della Regione Campania. (Segue)