Sequestro fondi, Lega verserà 600.000 euro annui su conto procura Genova

Il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini REUTERS/Leonhard Foeger

GENOVA (Reuters) - La procura di Genova ha accolto le istanze dei difensori della Lega sulle modalità di esecuzione del sequestro cui è stato dato il via libera la scorsa settimana dal Tribunale del Riesame del capoluogo ligure.

Lo ha riferito il procuratore capo di Genova, Franco Cozzi, mentre il procuratore aggiunto e titolare dell'inchiesta, Francesco Pinto, ha spiegato che in base all'istanza del movimento la Lega "metterà a disposizione di un apposito fondo della procura somme con cadenza bimestrale per 100.000 per un ammontare minimo annuale di 600.000 euro" fino al raggiungimento dei 49,8 milioni di euro ritenuti il frutto della presunta truffa sui rimborsi elettorali risalente alla gestione Bossi-Belsito tra il 2008 e il 2010.

Pinto ha poi spiegato che l'afferimento di queste somme avverrà "o attraverso il versamento di un eventuale affitto dell'immobile di via Bellerio o di somme derivanti dai bilanci della Lega a partire da quello del 2019".

Il procuratore capo ha poi precisato che la Lega si è impegnata a versare qualunque surplus, differenza tra ricavi e spese, che ecceda i 600.000 euro.

Secondo il procuratore capo, l'accoglimento delle istanze ha il doppio vantaggio che da un lato garantisce l'agibilità operativa della Lega, e quindi il diritto costituzionale e politico di un movimento politico, e dall'altro tutela l'immediata riscossione da parte dello Stato delle somme dovute.

Cozzi ha poi affermato che si tratta di un provvedimento incidentale, spiegando che se alla fine del processo di secondo grado, la corte di Appello accogliesse le istanze delle difese con una conseguente eliminazione della confisca, la Lega avrebbe in restituzione tutte le somme che avrà versato.

Il processo di secondo grado è alle fasi conclusive. Oggi il sostituto procuratore generale Enrico Zucca ha chiesto la conferma della condanna di primo grado per appropriazione indebita nei confronti dell'ex tesoriere leghista Francesco Belsito, dopo aver chiesto nella precedente udienza di luglio la conferma della confisca dei quasi 49 milioni, anche per i reati nel frattempo prescritti, e la condanna di Bossi a un anno e 10 mesi (alcuni degli episodi attribuitigli sono infatti caduti in prescrizione rispetto alla sentenza di primo grado).


(Emilio Parodi)

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