Serbia, i relitti delle navi naziste che da 80 anni bloccano il Danubio

È uno spettacolo davvero raro, che potrebbe essere visibile ancora per poco.

Nel tratto di Danubio che attraversa il villaggio serbo di Prahovo ancora oggi affiorano i relitti di tre delle 200 navi tedesche delle quali, nel settembre del 1944, gli stessi ufficiali del Reich ordinarono l'affondamento.

"Quella che vedete affiorare è la più visibile, quella che galleggia più in superficie" spiega un pescatore locale alla nostra corrispondente. "Altre 2,3 navi appaiono al di sotto e questo è tutto. Le altre restano perlopiù sempre sott'acqua"

L'affondamento delle navi tedesche era una tattica di guerra dell'ammiraglio tedesco Seeb, che ordinò di affondare l'intera flotta del Mar Nero affinché non cadesse nelle mani dell'Armata Rossa: il nome in codice dell' operazione era "Danube elf".

"Le navi - spiega l'archeologa subacquea seba Gordana Karovic - furono affondate non solo per non farle cadere nelle mani dell'Armata Rossa, che stava arrivando molto rapidamente; ma anche per bloccare la via d'acqua sul Danubio, per cui gli affondamenti furono pianificati in modo da rendere il più difficile possibile la navigazione in quel settore del fiume",

E navigare in queste acque in effetti è difficile ancora oggi: il passaggio delle navi, in questo settore, richiede spesso due o tre ore.

"È molto insicuro, molto rischioso e molto pericoloso" spiega a Euronews Sasha Markovic, ufficiale della capitaneria fluviale di Prahovo. "Ci sono anche diverse tonnellate di esplosivo; e quando una nave transita in acqua bassa con con eliche da 15, 16 tonnellate emette vibrazioni, non si può mai sapere cosa può succedere.

I relitti hanno bloccato la navigazione su questa parte del Danubio per 78 anni.

Negli ultimi 40 anni, i diversi tentativi di portare via queste navi sono stati segnati da esplosioni e incidenti costati la vita a diverse persone. Il prossimo dovrebbe iniziare a ottobre: sarà un'impresa impegnativa, resa possibile dal maggior livello di sicurezza garantito dalle tecnologie attuale, per la quale il governo serbo stanzierà 29 milioni di euro.

Le navi dovranno prima essere sminate, e solo successivamente estratte. L'inizio dei lavori è previsto per ottobre e tutto ciò che verrà trovato entrerà di diritto nel patrimonio culturale della Repubblica di Serbia.

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