Sereni: dopo pandemia ridefinire il posto dell’Italia nel mondo

Red
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Roma, 26 gen. (askanews) - All'uscita dalla crisi provocata dalla pandemia di coronavirus "servirà ridefinire il posto dell'Italia nel mondo, che ha bisogno di una nuova narrativa"; esiste quindi un'importante opportunità di sinergia fra Maeci e comunità all'estero, "importante perché moltiplica le possibilità di rivolgersi ad una comunità sempre più ampia": lo ha affermato la viceministra degli Esteri Marina Sereni, intervenuta al webinar «Italiani all'estero: l'internazionalizzazione del Sistema Paese passa (anche) da qui», nell'ambito della IV Conferenza Permanente Stato - Regioni - Provincie Autonome - CGIE.

Sereni ha elencato gli assi principali del suo intervento in materia, a iniziare da turismo: "Uno sei settori maggiormente colpiti dalla pandemia, e che merita una garnde attenzione. Il Ministero sta investendo molto e vuole investire molto sulla valorizzazione delle potenzialità del progetto dei turismo delle radici, promosso nel 2018" che ha un bacino di utenza molto ampio, fra i 60 e gli 80 milioni di persone.

Un progetto cha indica anche una direzione della poitica del turismo che valoirzza le realtà "minori", vale a dire "quel pezzo di Italia molto importante e molto grande che non fa parte dei grandi flussi turistici", ha sottolineato Sereni: "Possiamo rendere il progetto una forza per il rilancio di un settore che nel 2018 rappresentava da solo il 13% del Pil italiano: il turismo delle radici può essere un punto di forza delle sinergia fra il mondo degli italiani all'estero e il Maeci".

Poi la comunicazione, che "svolge un ruolo di primo piano per il coinvolgimento della comunità italiana nel mondo e per promuovere le attività all'estero", ha ricordato la Viceministra, notando come "nella vicenda della pandemia abbiamo socoperto le grandi potenzialità delle piattaforme dei social network"; da qui la creazione di un podcast "Voci della Farnesina" al cui interno è attivo il canale "italiani nel mondo" con le iniziative del Maeci per le nostre comunità all'estero.

Infine, la promozione dell'insegnamento della lingua e della cultura: "Il brand Italia racchiude oltre agli aspetti del made in Italy e all'export i valori della cultura e del sapere, i nostri prodotti e le nostre eccellenze integrano arte e cultura - un legame tra cultura e settore eocnomico che è inscindibile", ha sottolineato Sereni.

Un settore su cui i recenti rifinaziamenti consentiranno di puntare nel corso dei prossimi anni: "Putroppo la cultura è uno dei settori più colpiti dalla pandemia, con l'interruzione di quasi tutte le catene del valore: abbiamo fatto uno sforzo straordinario, varato un pacchetto di sostegno di circa 30 milioni di euro che getta le basi per una nuova narraizone dell'Italia all'estero".

"Abbiamo commissionato oltre 230 opere, spettacoli, cortometraggi, opere do'arte, prodotti audiovisivi inediti - tutti strumenti in grado di raccontare al pubblico globale il dinamismo e lo sviluppo dell'Italia di oggi", ha concluso Sereni.