Sereni: "Molto preoccupati per i connazionali che rientreranno"

Mgi

Roma, 19 mar. (askanews) - "Tra le nostre principali preoccupazioni c'è sicuramente il rientro dei connazionali dall'estero: lavoratori, studenti, turisti ma anche casi sanitari particolari. La situazione è molto difficile ma devo dire che i diplomatici di tutte le nostre sedi, oltre all'Unità di crisi, stanno facendo tutto il loro meglio" spiega Marina Sereni Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale a formiche.net.

Sullo scudo da 750 miliardi presentato dalla Banca centrale europea Marina Sereni non ha dubbi: "Noi l'abbiamo salutato con grande sollievo e siamo convinti che sia anche il frutto del lavoro del nostro governo in questi giorni. Il nostro governo ha già avanzato la proposta dei coronabond, cioè bond dedicati alle conseguenze economiche dell'epidemia. Tuttavia, non escludo che si debba discutere anche dell'utilizzo delle risorse del Mes, superando il nodo della condizionalità".

Nel colloquio con Formiche.net la Vice Ministra invita a monitorare tutte le guerre non solo quella al coronavirus: "Stiamo continuando a seguire la situazione nel Mediterraneo e in Medio Oriente perché la sicurezza e la stabilità dell'Italia e dell'Europa dipendono anche dalla sicurezza e dalla stabilità di quei Paesi.

Ora tutti i governi sono concentrati sull'evoluzione dell'epidemia e alla luce di questo le azioni di contenimento del virus rappresentano esse stesse azioni di pace e di stabilizzazione: prima riusciamo a fermare il virus, prima possiamo ritornare a occuparci della normalità, anche di quella "normalità" che sono i conflitti.

Come quello in Libia - ancor più complicato dopo le dimissioni dell'inviato Onu Ghassan Salamé - per il quale è necessario ripartire dal rispetto della tregua, dalla fine delle interferenze esterne e dalle conclusioni della conferenza di Berlino assunte da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.