Serie A brasiliana, il portiere guarda il telefono durante la partita

Santos (Atletico Paranaense)

Sulle prime tutti erano rimasti di sasso, quando hanno visto il portiere dell’Atletico Paranaense, Santos, prendere il cellulare nel bel mezzo della partita contro l’Atletico Mineiro. Atteggiamento raro, senza dubbio, che ha fatto immediatamente il giro del web.

Com’è possibile che un giocatore abbia a disposizione il proprio telefonino in campo? E com’è possibile che lo utilizzi nel bel mezzo del match? Queste sono le prime due domande che sono venute in mente ai tifosi di mezzo mondo una volta visualizzato il video.

C’è stato un gran commentare, finché non è saltata fuori la vera natura di questo video. Troppo spontaneo per essere vero, si potrebbe dire. Infatti il Club ha fatto sapere, con un comunicato sul suo sito web, che il proprio portiere – così facendo – ha partecipato a una campagna a favore della sicurezza stradale.

Incredibile, vero? Ebbene, il portiere dell’Atletico Paranaense ha così fatto vedere, con questo atteggiamento, quanto può essere pericoloso e controproducente guardare il cellulare in una situazione nella quale il suo uso è vietato. Infatti la frase chiave della campagna seguita da Santos è la seguente: “Quello che ho fatto sul campo è come quello che migliaia di persone fanno ogni giorno in macchina. Ma farsi coinvolgere in un incidente stradale è molto più pericoloso che prendere un goal“.

Abbastanza inattaccabile, come slogan. Quella vista domenica scorsa all’Arena da Baixada è stata dunque una ben congegnata campagna di sensibilizzazione. Infatti lo sdegno per il comportamento di Santos, mostrato sui social prima di sapere cosa significasse davvero il suo gesto, è servito ai promotori per far capire che si può provare uguale sdegno per chi usa il telefono mentre sta guidando.

Attualmente, in Brasile, ci sono oltre 400.000 incidenti stradali ogni anno, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’uso del telefono cellulare alla guida è una delle principali cause di morte stradale nel Paese sudamericano, come la è anche per l’Italia e altre nazioni. Il promotore in questione è lo sponsor del Club, cioè Uber.