Servit nucleari, ai Comuni tutte le quote 2005-2011: 97 mln

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Roma, 5 giu. (askanews) - Lo Stato dovr pagare ai Comuni sede di servit nucleari quasi 97 milioni di euro per i contributi compensativi previsti dal 'decreto Scanzano', versamenti che dal 2005 al 2011 non sono stati corrisposti per intero ma in forma ridotta. Lo ha stabilito una sentenza pubblicata ieri con cui la Corte di Appello di Roma ha respinto il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la decisione di primo grado che aveva condannato lo Stato a corrispondere ai Comuni le quote mancanti delle misure di compensazione territoriale, dovute fino al definitivo smantellamento degli impianti nucleari. La sentenza riconosce l'azione dei Comuni sede di Servit nucleari che, attraverso l'Anci, hanno portato avanti in questi anni numerose iniziative di sensibilizzazione dei governi per favorire il recupero delle somme non versate alle amministrazioni comunali. Il Decreto Scanzano del 2003 aveva stabilito l'ammontare complessivo annuo del contributo, determinandolo in un'aliquota della componente della tariffa dalla bolletta elettrica pari a 0,015 centesimi al KW/h consumato. I fondi sono stati quindi destinati per il 50% al Comune sede di servit nucleare e per la restante parte tra gli altri enti. Fino all'anno 2004 il contributo stato riconosciuto nella sua interezza, mentre a partire dall'anno 2005, a seguito dell'approvazione della Legge Finanziaria dell'epoca, il contributo pur essendo prelevato integralmente dalle bollette, stato erogato nella sola misura del 30%.(Segue)