I servizi giornalieri verranno drasticamente ridotti

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italo treni
italo treni

Il nuovo dpcm ha vietato gli spostamenti tra Regioni e Comuni diversi da quelli dal proprio di residenza, salvo ragioni comprovate legate a lavoro, studio oppure salute per le zone arancioni (Puglia e Sicilia) e rosse (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Bolzano e 10 comuni della Provincia autonoma). I residenti delle regioni gialle, invece, non potranno spostarsi verso regioni che presentano elevati coefficienti di rischio. In tutte le regioni, inoltre, è stata disposta la riduzione fino al 50% della capienza sui mezzi pubblici locali.

La compagnia privata Italo, che promuove servizi ad alta velocità, ha a fronte del nuovo decreto del Governo nonché del calo delle richieste ricevute da parte dei consumatori, ridotto drasticamente la propria offerta.

Il comunicato

L’azienda Italo ha annunciato tramite un comunicato che i suoi treni si fermano. Dal 10 novembre, infatti, rimarrano soltanto otto collegamenti su due tratte (Roma-Venezia e Napoli-Milano-Torino). La maggior parte dei dipendenti, dunque, andrà in cassa integrazione.

A seguito dell’emanazione del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da domani 5 novembre 2020, finalizzato alla riduzione dei contagi di Covid-19, Italo informa che, a decorrere dal 10 novembre, sospenderà la maggior parte dei servizi giornalieri del suo network, a causa della riduzione della domanda di oltre il 90% sul trasporto lunga percorrenza in tutta la Nazione e della introduzione delle limitazioni riguardanti la mobilità interregionale da e per territori strategici della propria offerta”. L’azienda, si legge nella nota, “manterrà 2 soli servizi giornalieri sulla direttrice Roma-Venezia e 6 servizi giornalieri sulla direttrice Napoli-Milano-Torino e applicherà la cassa integrazione al proprio personale”.