Servizio Civile: Cnesc incontra Dadone, 50.000 posizioni per 2021-2023

·3 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 29 apr. (Labitalia) – ''Ieri in Consulta Nazionale del Servizio Civile Universale c'è stata la prima occasione formale, per tutte le componenti del sistema, di incontrare i nuovi vertici. Quello politico con il ministro per le politiche giovanili Fabiana Dadone e quello istituzionale con Marco De Giorgi, nuovo capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale. Con interesse abbiamo ascoltato dal Ministro l'indicazione degli obiettivi principali del suo mandato: allargamento dell'accesso al Scu di tutte le fasce giovanili, in particolare quelle meno dotate di autonomi strumenti di protagonismo, stabilizzazione dei fondi per un contingente di almeno 50.000 posizioni per il 2021-2023, anche con fondi europei tramite il Pnrr contributo – anche attraverso il servizio civile – allo sviluppo della transizione digitale ed ecologica". Lo dichiara Licio Palazzini, presidente della Cnesc, Conferenza nazionale enti servizio civile.

"Con il nostro intervento, come in molti altri, abbiamo sottolineato come questi obiettivi debbano essere iscritti nelle finalità del Servizio Civile Universale mirabilmente espressi dal presidente Draghi in Parlamento e riportati nella Programmazione triennale. Una difesa della Patria che abbiamo sentito più che mai attuale durante la pandemia, periodo durante è stato ancora più evidente l'apporto dei giovani in servizio civile nel supporto alle comunità, nella protezione della popolazione più fragile e più in generale nella promozione dei principi costituzionali", prosegue Palazzini. "Per questo abbiamo chiesto che i riferimenti al Scu nel Pnrr fossero collocati nel Capitolo ''Infrastrutture sociali, famiglia, comunità, terzo settore'' anziché in ''Politiche attive del lavoro'' e che fin dai prossimi giorni nella comunicazione politica emerga questa natura del servizio civile universale, superando la focalizzazione sulla sola occupabilità. Questo anche per evitare distorsioni nel messaggio ai giovani e agli enti. La positiva risposta data dal Ministro a questa sollecitazione consolida le basi per una collaborazione di cui tutti avvertiamo la necessità. Infatti per il Servizio Civile Universale si pongono importanti sfide''.

Palazzini indica le più rilevanti: "Consolidare l'infrastruttura di base per un contingente numeroso, con una specifica attenzione alla funzione del Dipartimento e dell'Ufficio Servizio Civile Universale e al ruolo degli enti, su cui serve da una parte ridurre procedure burocratiche e dall'altra sostenere l'innalzamento della qualità ove serve. Avviare quelle innovazioni richieste dalla riforma e attese da tempo, quali la valorizzazione delle competenze civiche e trasversali degli operatori volontari, la produzione di report che diano conto dei risultati realizzati con i progetti a vantaggio delle comunità e del Paese, la qualificazione del coinvolgimento dei giovani con minori opportunità, lo sviluppo della dimensione europea e internazionale del Scu". La Cnesc – Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile raggruppa alcuni dei principali Enti accreditati con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile. Le sue sedi sono presenti in 3.557 Comuni, 108 province e 101 Stati esteri. Rappresenta 7.171 organizzazioni senza scopo di lucro e 247 Enti pubblici, con 17.859 sedi di attuazione. Alla Cnesc aderiscono: Acli, Aism, Anpas, Anspi, Arci Servizio Civile, Assifero, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Avis nazionale, Caritas Italiana, Cesc Project, Cipsi, Cnca, Commissione sinodale per la diaconia, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Cong. Psdp Ist. don Calabria, Federsolidarietà/CCI, Focsiv, Inac, Legacoop, Movimento Cristiano Lavoratori, Movi, Salesiani per il sociale, Shalom, Telefono Azzurro, Uildm, Unicef, Unitalsi, Unpli, Vides Italia Osservatori: Movimento Nonviolento , Cesc.