Servizio Report Lombardia, procura apre indagine conoscitiva

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Successivamente all’inchiesta di Report a riguardo, la procura ha aperto un’indagine conoscitiva, senza dunque ipotesi di reato ne indagati, sulla partita di camici appaltata dalla Regione Lombardia a un’azienda di proprietà della moglie e del cognato del presidente Attilio Fontana. L’annuncio dell’indagine conoscitiva è stato fatto direttamente dal conduttore della trasmissione di Rai 3, che ha poi illustrato nel dettaglio l’inchiesta sull’ipotetico conflitto di interessi che coinvolgerebbe il presidente lombardo.

Inchiesta Report, procura apre indagine

Stando a quanto inizialmente anticipato nella giornata del 7 giugno da un articolo de Il Fatto Quotidiano, in seguito querelato dallo stesso Fontana, lo scorso 16 aprile l’azienda Dama Spa si era aggiudicata un appalto senza gara per una fornitura di camici da destinare a Regione Lombardia, appalto che era stato gestito dall’Agenzia regionale pubblica per gli Acquisti per un valore complessivo di 513mila euro.

Successivamente si è però scoperto che la Dama Spa è di proprietà per il 10% di Roberta Dini, moglie del presidente della Lombardia Attilio Fontana, mentre per il restante 90% (tramite una fiduciaria del Credit Suisse svizzero) del di lei fratello Andrea Dini, cognato di Fontana. Andrea Dini che, una volta raggiunto dai giornalisti di Report ha ritrattato la versione conosciuta fino a quel momento della vicenda, affermando che in realtà non si trattava di un appalto ma di una donazione: “Effettivamente, i miei, quando io non ero in azienda durante il Covid, chi se ne è occupato ha male interpretato, ma poi me ne sono accorto e ho subito rettificato tutto perché avevo detto ai miei che doveva essere una donazione”.

Da appalto a donazione

Effettivamente la Dama Spa in seguito stornerà le fatture – emesse il 30 aprile – relative alla fornitura di camici per la Regione, considerandola dunque una donazione a tutti gli effetti, ma solo nella data del 22 maggio cioè dopo oltre un mese dall’assegnazione dell’appalto da 513mila euro. Una decisione quindi che sembra essere stata presa soltanto in un secondo momento, come ipotizza anche il conduttore di Report Sigfrido Ranucci: “A voler essere maliziosi la restituzione coincide nei tempi con le prime domande che Report all’inizio di questa inchiesta.