Sesso, affari e Russiagate. A Mosca scoppia il "RybkaGate"

Red

Mosca, 9 feb. (askanews) - Sesso, affari e Russiagate. Lo scandalo tirato fuori grazie ai social da Aleksey Navalny e divenuto imbarazzante per il governo russo, non solo per il sesso a bordo di uno yatch, si sta allargando e appare molto più stratificato di una matrioska. Secondo la Fondazione anti corruzione di Navalny, ci sarebbero chiare prove che in primis l'oligarca Oleg Deripaska ha fatto da messaggero tra il capo della campagna elettorale del presidente americano Donald Trump, Paul Manafort, e il vice primo ministro russo Sergei Prikhodko. Inoltre accettando un viaggio sullo yacht della famiglia Deripaska, Prikhodko ha accettato "servizi" che equivalgono a una tangente.

Quindi due valenze: una interna, prettamente russa, e una esterna, internazionale, una specie di sottoinsieme del Russiagate, ribattezzato RybkaGate, dal soprannome della escort che ha lanciato le accuse dal suo profilo (pubblico) Instagram. Inoltre c'è il libro che la escort Nastya Rybka ha già scritto e pubblicato e dove (secondo Navalny), oltre alla descrizione di ammucchiate e sesso di gruppo, Prikhodko verrebbe indicato come "papy" e Deripaska come "ruslan", dal nome di uno degli eroi più romantici delle favole russe. Ma di romantico c'è poco. Piuttosto c'è dell'incredibile: lo scandalo sfiora persino la diplomatica Usa Victoria Nuland, che viene definita "amichetta" di Prikhodko, in uno dei video scottanti.

Oggi la Fondazione di Navalny ha inviato richieste al Comitato investigativo e all'Ufficio del Procuratore generale chiedendo di verificare le informazioni provenienti dalle indagini sull'uomo d'affari Deripaska e sul vice primo ministro Prikhodko, che in serata ha reagito: Navalny "è solo uno sfigato".

Va sottolineato che Prikhodko era sinora considerato una figura di alto profilo, molto sulle sue, capace di lavorare sia con Putin che con Dmitry Medvedev, un grande esperto in materia di affari internazionali. Anzi, sua prerogativa addirittura prima di entrare al governo era proprio la cooperazione internazionale, rimasta legata alla sua persona anche con la nuova carica. Insomma, qualcuno che per incarico è addirittura al di sopra del ministro degli Esteri Sergey Lavrov, ampiamente considerato il volto della politica estera russa.

Deripaska in uno dei video postati dalla Rybka (che in queste ore via Instagram ha anche denunciato "violenze sessuali di gruppo" sullo yacht) affermerebbe che "l'amichetta" di Prikhodko sarebbe Victoria "Nuland", ossia la diplomatica statunitense di origine ebraica, che ricopriva la funzione di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d'America sotto Obama. E quindi oltre che i presunti collegamenti fra Deripaska e l'allora capo della campagna di Trump, Paul Manafort, c'è un nuovo filone che riguarda anche contatti con la vecchia Amministrazione alla Casa Bianca?

Lo scandalo, qualora venga comprovato, cade proprio nel bel mezzo della corsa presidenziale. Non tocca apparentemente Vladimir Putin, unico candidato credibile nella corsa per il Cremlino che si concluderà il 18 marzo con le elezioni e che sicuramente vedrà Putin riconfermato per il quarto mandato non consecutivo. Ma lo scandalo potrebbe dare una nuova rimescolata di carte ai giochi per il nuovo governo, per quel rimpasto che tutti si attendono.

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