Sesso vietato su Linkedin: cancellati escort e gigolò

Andrea Signorelli

Il social network per i professionisti. Ma non per tutti i tipi di professionisti, visto che Linkedin ha da poco aggiornato i termini generali di utilizzo aggiungendo una clasusola: vietato creare profili o pubblicare contenuti che promuovano servizi di escort e prostituzione. E poco importa se nel paese di origine di chi ha questo tipo di profilo attività di quel genere siano legali.

La piattaforma di Mountain View, California, chiude per sempre le sue porte a chi voleva utilizzare Linkedin per trovare nuovi clienti. Non che prima la prostituzione fosse la benvenuta: il social network spiega di aver sempre proibito "ogni lavoro illegale". Ma proprio qui stava il problema, visto che vendere il proprio corpo per denaro in certe nazioni, per esempio l'Olanda, è legale.

E quindi la decisione di chiudere drasticamente le porte ai servizi di escort. Ma quante sono (o meglio, erano) le escort e i gigolò su Linkedin? Si parla di centinaia di profili. Pochi, se paragonati ai 200 milioni di iscritti al social network "lavorativo", ma in queste centinaia di profili sono inclusi solo quelli più espliciti, in cui poteva capitare di leggere "prostituzione" alla voce "competenze".

Molte di più, probabilmente, sono le pagine ambigue, in cui si parla di "intrattimento", "massaggi", "compagnia" e tutte quelle voci che servono a chi ha orecchie per intendere. Sarà difficile che la società californiana riesca a debellare ogni singola pagina, ma la battaglia è cominciata.

Se ne avvantaggerà (ma non sappiamo quanto sia un vantaggio gradito) il concorrente Facebook, in cui le pagine dedicate a escort e gigolò abbondano, con tanto di fotografie un po' troppo osè, elenchi delle prestazioni, numeri di telefono e indirizzi.

Mark Zuckerberg tollera che la prostituzione proliferi su Facebook? Sì e no: nel senso che per Facebook è semplicemente impossibile monitorare tutte le pagine, e queste vengono chiuse solo su segnalazione di un certo numero di utenti. Con il risultato che i professionisti del sesso abbondando sul network più famoso del mondo.

È ancora presto per dire se la mossa di Linkedin scatenerà una caccia alle "case chiuse online" anche da parte degli altri social network. Se così fosse, sarà con sommo disappunto dei professionisti del sesso, che grazie a questi siti hanno trovato il modo più semplice per ampliare la loro rete di clienti saltando gli intermediari.

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