Sestili: "Senza vaccini saremmo in lockdown. Over50 no vax non sanno cosa rischiano"

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Sestili (Photo: Facebook/Getty)
Sestili (Photo: Facebook/Getty)

Senza vaccino saremmo in lockdown già da molto tempo. Se invece tutti gli over 50 fossero già vaccinati “avremmo poco meno di 500 persone in terapia intensiva in questo momento contro le attuali 1.669”. Queste le stime del fisico Giorgio Sestili, espresse in un’intervista al Corriere della Sera.

È lo stesso fisico a chiedersi che cosa succederebbe se tutte le persone per cui è previsto l’obbligo vaccinale fossero già tutte vaccinate. Se invece i vaccini non ci fossero, nell’attuale situazione e conservando le attuali aperture, secondo Sestili, “sarebbero già oltre 8 mila i ricoverati in area critica e quasi 70 mila nei posti ordinari”. “Per capire, stiamo parlando del doppio della saturazione sul sistema ospedaliero dei picchi delle altre ondate” commenta il fisico.

Per Sestili, pertanto, “quei 2 milioni di non vaccinati non hanno capito che cosa stanno rischiando” perché “i dati dell’Istituto superiore di sanità nel periodo 19 novembre-19 dicembre, ci dicono che nella fascia tra i 40 e i 59 anni abbiamo 2.691 ospedalizzati su un totale di 2,6 milioni di non vaccinati contro i 1.031 ricoverati vaccinati su una platea di 15,9 milioni. Le proporzioni sono lampanti”. “In questa fascia d’età per un non vaccinato il rischio è 15 volte maggiore rispetto a chi si è immunizzato” aggiunge Sestili

Il fisico analizza anche il rischio per gli over 50 senza vaccino di essere intubati.
“Qui il divario è ancora più evidente perché raddoppiano le proporzioni. Tra i 40 e i 59 anni il rischio di essere intubato è di 32 volte maggiore per chi non ha ricevuto nemmeno una dose, e di 15 volte maggiore per gli over 60, che a prescindere sono più fragili” afferma. Secondo Sestili dunque l’obbligo vaccinale previsto dal governo sta funzionando, anche se “in parte”. “Perché nell’ultima settimana le prime dosi di over 50 sono triplicate rispetto alla media della settimana precedente: 5mila al giorno prima, 15mila ora. Mentre tra i 12 e i 49 anni la differenza è del 33%, cioè 15mila al giorno, 20mila in questa settimana” spiega Sestili. Il fisico però sottolinea che il numero di somministrazioni non è ancora sufficiente. “Dovremmo farne 200mila al giorno di prime dosi per ottenere i risultati che auspichiamo” osserva.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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