Sesto giorno di proteste in Myanmar contro il colpo di stato

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Sesto giorno di proteste in Myanmar contro il colpo di stato
Sesto giorno di proteste in Myanmar contro il colpo di stato

Milano, 11 feb. (askanews) – I manifestanti anti-colpo di stato sono scesi ancora una volta per strada a protestare in Myanmar, per il sesto giorno consecutivo, dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato sanzioni contro i generali della nazione del sud-est asiatico e ha chiesto loro di rinunciare al potere.

Le forze di sicurezza hanno usato ancora una volta gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma contro i manifestanti, con segnalazioni isolate di proiettili veri esplosi.

I manifestanti hanno marciato di nuovo pacificamente a Naypyidaw – la nuova capitale e roccaforte militare – così come a Yangon, la più grande città e centro del commercio, che ha visto decine di migliaia di persone scese per le strade.

Nel frattempo è stato presentato dalla Gran Bretagna e dall’Unione Europea, un progetto di risoluzione sul Myanmar, un giorno prima che il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite tenga la sessione speciale sulla crisi innescata dal colpo di stato militare. Gli Usa, tornati in Consiglio questa settimana, sono tra gli osservatori che hanno appoggiato la richiesta di convocare la sessione. Per ora quasi la metà degli Stati membri hanno sostenuto il testo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio a cura di Gualtiero Benatelli

Immagini Afp/askanews