##Sette morti per proteste in Cile, presidente: Paese in "guerra"

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Roma, 21 ott. (askanews) - E' di almeno sette morti il bilancio delle proteste in Cile, secondo quanto confermato dalle autorità di Santiago dopo tre giorni di tumulti e saccheggi a causa dell'annuncio di nuovi rincari e per l'elevato costo della vita. "Siamo in guerra contro un nemico potente, implacabile, che non rispetta niente e nessuno e che è pronto a usare la violenza e la delinquenza senza alcun limite", ha dichiarato il presidente Sebastian Pinera, accusato a sua volta di essersi recato in pizzeria venerdì sera, mentre la capitale bruciava per le proteste. Intanto, per la seconda notte consecutiva, un coprifuoco è stato imposto a Santiago tra le 19 e le 6 del mattino, ora locale, mentre lo stato d'emergenza è in vigore in diverse regioni, a Sud e Nord del Paese, tra cui quella della capitale, che ospita 7 milioni di abitanti.

Quasi 10.000 poliziotti e soldati sono stati dispiegati dalle autorità cilene per cercare di soffocare le proteste. Le pattuglie militari per le strade di Santiago e nel resto del Paese sono le prime dalla fine della dittatura del generale Augusto Pinochet (1973-1990). Secondo le autorità, in tre giorni di tumulti sono state arrestate 1.462 persone, di cui 644 a Santiago e 848 nel resto del Cile. Il generale Javier Iturriaga, incaricato venerdì della Sicurezza pubblica dal capo dello Stato, da parte sua ha invitato i cileni a rimanere "calmi" e a non uscire di casa, riferisce l'Afp.(Segue)