Settori “hard-to-abate”, tracciata road map per decarbonizzazione

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Roma, 8 lug. (askanews) – Una roadmap per arrivare entro il 2050 a una completa decarbonizzazione di settori energivori come acciaio, chimica, ceramica, carta, vetro, cemento e fonderie. A tracciarla lo studio redatto da Interconnector Energy Italia e dalle relative associazioni confindustriali in collaborazione con Boston Consulting Group dal titolo “Strategia per la decarbonizzazione dei settori Hard to Abate”.

Lo studio, presentato a Roma nella sede di Confindustria, suggerisce un percorso di transizione che si basa su un portafoglio diversificato di soluzioni, come spiega Gabriele Greco, project leader di Boston Consulting Group:

“La decarbonizzazione dei settori cosiddetti ‘hard to abate’ è un percorso perseguibile. Un percorso lungo, complesso, che richiede ingenti investimenti. Non esiste una soluzione unica per la decarbonizzazione di questi settori ma esiste un mix di leve da utilizzare che varia da settore a settore. L’approccio, come BCG, pensiamo che debba essere orizzontale; deve essere un approccio per distretto, deve coinvolgere tutti gli attori della filiera – dai fornitori di tecnologia alle industrie e alle comunità locali – e chiaramente c’è bisogno di un grosso supporto da parte del governo.

Quindi in conclusione come BCG pensiamo che le leve ad altissimo potenziale, le leve innovative – idrogeno, cattura della CO2, elettrificazione dei processi produttivi – debbano essere in questo decennio sviluppate con un focus importante di ricerca, sviluppo e sperimentazione per essere poi implementate in scala nel prossimo decennio. In questo decennio bisogna focalizzarsi su efficienza energetica, utilizzo di combustibili low carbon ed economia circolare. In conclusione questo percorso è sì costoso, ma potrebbe avere un impatto sul Pil nazionale nell’ordine di 9-10 miliardi di euro da qui al 2030 e potrebbe sostenere posti di lavoro in un numero che abbiamo stimato in 150mila persone”.

Un percorso complesso e impegnativo anche dal punto di vista degli investimenti che gli estensori hanno presentato la settimana scorsa al governo con cui si è aperto un dialogo positivo, come sottolinea il presidente di Interconnector Energy Italia Antonio Gozzi.

“Il tema della decarbonizzazione, è un tema grosso e impegnativo, perché bisogna fare interventi importanti. Non si può non fare niente, anzi bisogna essere proattivi, cavalcare la tecnologia e le innovazioni che ci sono e che rendono possibile questo percorso ma bisogna anche essere consapevoli che questo percorso costa molti soldi in termini di investimenti. Ovviamente è impossibile che lo sforzo economico finanziario necessario per sostenere questi risultati di decarbonizzazione gravi soltanto sulle spalle dei settori industriali che sono eccellenze nazionali e internazionali ma che devono mantenere i loro livelli di competitività. Si è aperto un confronto molto interessante, molto positivo con il governo. Siamo stati ricevuti la settimana scorsa dai ministri Giorgetti, Cingolani e Patuanelli insieme a cui abbiamo presentato lo studio Boston Consulting, la roadmap tecnologica e di investimenti necessaria per ottenere i risultati voluti ed è partito un confronto con il governo su come interagire e cooperare tra sistema industriale italiano e governo. Devo dire – conclude Gozzi – che il clima è molto positivo e noi vogliamo utilizzare questa finestra che si è aperta di interesse e attenzione nei confronti dell’industria per andare avanti e ottenere importanti risultati”.

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