Sfida M5s Iv sulla commissione di vigilanza Rai

YASIN OZTURK / ANADOLU AGENCY VIA AFP

AGI - Federico Fornaro alla presidenza della Giunta per le Elezioni della Camera. Enrico Costa a quella delle Autorizzazioni. Il primo per il Pd - Italia democratica e progressista, quota Articolo 1. Il secondo per il Terzo Polo, quota Azione. Il quadro delle presidenze della Giunte parlamentari è così completato. Martedì l'elezione di Dario Franceschini aveva aperto il giro di elezioni che confermano l'accordo all'interno dell'opposizione. Il vero banco di prova, però, deve ancora essere apparecchiato.

La sfida è per il Copasir e la Vigilanza Rai.

Il primo spetta per legge a un esponente dei partiti di minoranza. Il secondo viene assegnato alle opposizioni per prassi consolidata.

Tuttavia, i componenti dei due organismi di garanzia non sono stati ancora indicati da tutti i gruppi. Al Senato mancano i nomi di Forza Italia per il Copasir. Alla Camera quelli del M5s. E dalla capigruppo del Senato non è arrivata nessuna convocazione. Se nel Pd c'è chi chiede un intervento delle presidenze per richiamare i partiti alla puntualità, la prassi gioca a favore dei ritardatari. È vero, infatti, che i venti giorni dalla fiducia al governo entro i quali dovrebbero essere convocati gli organismi sono scaduti, ma è altrettanto vero che qualora i gruppi parlamentari non siano pronti a presentare i loro nomi, si rinvia. Si tratta di una delle tante leggi non scritte che, però, hanno garantito gli equilibri tra le forze di maggioranza e opposizione negli anni.

Nonostante questo, per i dem ci si trova davanti a un vuoto istituzionale tanto più grave "in un momento in cui le bombe cadono su un Paese Europeo e membro della Nato e si assiste a una recrudescenza della tensione in Ucraina". Di fronte a questo stato di cose, è il ragionamento che fanno i dem, lasciare vuoto il Comitato per la Sicurezza della Repubblica è "di una gravità assoluta". Un sponente di spicco del Pd rileva poi che un Copasir nel pieno delle sue funzioni sarebbe auspicabile anche a fronte di un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che raccoglie su di sè l'autorità delegata per i servizi segreti e quella per la cybersicurezza: "Sono compiti gravosi, Mantovano non può e non potrà fare tutto da solo", è il ragionamento.

Il Pd ha già indicato i suoi nomi per il Comitato: Enrico Borghi, per il Senato, e Lorenzo Guerini per la Camera. Sono i due esponenti dem ad avere le maggiori possibilità di essere eletti. Per legge, infatti, la presidenza del Comitato deve andare a un esponente dell'opposizione. L'accordo per portare un esponente dem a capo del Copasir e uno dei Cinque Stelle alla Vigilanza sembra tenere ancora. Ma fra i dem c'è anche chi nota un certo attivismo di Conte "per scegliersi il candidato del Pd che più gli aggrada".

I rapporti fra Conte e Borghi non sono mai stati idilliaci e, in questa partita, il capo M5s potrebbe propendere per Guerini. "Il candidato alla presidenza del Copasir non ce lo facciamo dettare da Conte", tuona un parlamentare dem per il quale "la scelta fra Enrico Borghi e Lorenzo Guerini la facciamo noi, dentro il partito, non ce la facciamo imporre da nessuno". Il partito di Conte ha in caldo il nome di Riccardo Ricciardi per il Comitato di Vigilanza sul servizio pubblico. Italia Viva, però, rivendica per Maria Elena Boschi quel ruolo. I renziani sono, per il momento, gli unici a non aver ottenuto un incarico nelle commissioni di garanzia e potrebbero sfidare i Cinque Stelle sui numeri al momento del voto.