Sfiduciare Grillo o fondare i gruppi di Conte. La rivolta ha due strade

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15/02/2020 Roma, manifestazione del Movimento 5 Stelle In piazza contro i vitalizi. Nella foto Paola Taverna e Vito Crimi (Photo: Alessandro Serrano'Alessandro Serrano' / AGF)
15/02/2020 Roma, manifestazione del Movimento 5 Stelle In piazza contro i vitalizi. Nella foto Paola Taverna e Vito Crimi (Photo: Alessandro Serrano'Alessandro Serrano' / AGF)

La rivolta ha due strade. La prima prevede la defenestrazione di Beppe Grillo, lo sfilargli di mano il Movimento 5 stelle e l’archiviazione di una storia lunga quindici anni. La seconda la creazione di gruppi autonomi sotto il nome di Giuseppe Conte, che al Senato assorbirebbero gran parte degli eletti pentastellati, mentre alla Camera si parla di un terzo o poco più dei 161 deputati. Di entrambe le vie si scorgono solo pochi metri, il resto è avvolto nel caos di queste ore, nella confusione di un partito che si ritrova come un formicaio sul quale qualcuno sta pestando un piede.

Dato per assodato che l’ex premier non ha nessuna intenzione di tornare a vita privata ma ha intenzione di battagliare per costruire una nuova offerta politica per il Paese, i suoi fedelissimi stanno accarezzando un’idea che avrebbe del clamoroso: sfiduciare Grillo. Un’ipotesi solo fino a qualche giorno fa fantascientifica, ancora oggi molto complicata ma non impossibile. Lo strumento per la sfiducia è annidato nelle pieghe di quello stesso Statuto uscito fuori dagli Stati generali e brandito da Grillo come pezza d’appoggio per indire la votazione sul Comitato direttivo che soppianterebbe Conte. Una votazione alla quale si potrebbe non arrivare mai. Perché l’articolo 8 così recita: “Il Garante resta in carica a tempo indeterminato e può essere revocato, in ogni tempo, su proposta deliberata dal Comitato di Garanzia a maggioranza assoluta dei propri componenti e ratificata da una consultazione in Rete degli iscritti, purché prenda parte alla votazione la maggioranza assoluta degli iscritti”.

Dunque è prerogativa specifica del Comitato di garanzia di indire il voto di sfiducia, senza passare per il consenso di Grillo. E i tre componenti che attualmente lo compongono sono tutti molto critici con le ultime mosse del fondatore. Roberta Lombardi ha definito senza mezzi termini “un errore&r...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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