Sfogliamondo: le difficoltà di Mosca dopo la controffensiva di Kiev

ANATOLII STEPANOV / AFP

AGI - Le vittorie delle truppe ucraine che hanno riconquistato le regioni nordorientali del Paese mettendo in fuga gli invasori russi trovano ampio spazio sulle prime pagine internazionali, che offrono una varietà di riflessioni sulle prospettive del conflitto e sulle conseguenze che la disfatta può avere sulla solidità del potere di Putin. Resta tra le notizie in evidenza anche il lutto della Gran Bretagna per la morte della regina Elisabetta, con fotografie e cronache del corteo funebre che ha attraversato ieri la Scozia fino a Edinburgo.

Washington Post

La ritirata delle truppe russe d'invasione di fronte all'avanzata degli ucraini è la notizia principale sulla prima pagina del Washington Post, che in un reportage da Zaliznychne, località nei pressi di Kharkiv, descrive la fuga scomposta di militari travestiti da civili ucraini, che pedalano su biciclette rubate nei cortili delle case lasciando dietro di sé carri armati abbandonati e fucili sparpagliati dappertutto. Gli abitanti raccontano l'angosciosa occupazione, con un coprifuoco severissimo alle 18 e l'obbligo di tenere le luci di casa spente: chi trasgrediva, veniva ucciso. “L'apparente crollo delle forze russe ha provocato onde d'urto a Mosca”, assicura il Post, che mette in luce le dichiarazioni del leader ceceno, Ramzan Kadyrov, intenzionato a “Informare la leadership russa della reale situazione sul campo”, se non ci saranno cambiamenti immediati nella strategia”. In evidenza anche la quasi paralisi degli uffici elettorali che dovrebbero preparare le elezioni di midterm di novembre ma sono ingolfati da richieste, presentate da sostenitori dell'ex presidente Donald Trump, di documenti ufficiale sulla gestione delle presidenziali del 2020: molti funzionari, secondo il giornale, temono che si tratti di una campagna coordinata per paralizzare lo svolgimento delle necessarie attività pre elettorali. Al tema si collega un approfondimento sull'arresto, in Florida, di molti pregiudicati accusati di frode elettorale per aver votato nel 2020 malgrado i loro precedenti penali. Spazio anche alla commemorazione delle vittime dell'11 settembre e al corteo funebre della regina Elisabetta attraverso la Scozia.

New York Times

“Mosca stupita ammette di aver perso la maggior parte di Kharkiv”: così titola il New York Times che riserva tutta la fascia alta della sua prima pagina all'avanzata degli ucraini e la ritirata dei russi. Una disfatta sul campo che, sottolinea il Nyt, “mina l'immagine di competenza e forza che Putin ha lavorato per due decenni per costruire” e rappresenta per lui “una sfida politica”. Perché per quanto i media russi si limitino a parlare di “riposizionamento” delle truppe, la propaganda non può “oscurare la situazione difficile in cui si trova ora Putin, a capo di una guerra di sei mesi contro un nemico sempre più energico e con la popolazione russa che non sembra essere preparata per i sacrifici che potrebbero derivare dall'aggravarsi del conflitto”. Per il momento, la reazione Putin è stata di intensificare “la brutalità della sua campagna, una concessione alle voci favorevoli alla guerra”, con attacchi missilistici alle infrastrutture in tutta l'Ucraina orientale e centrale, che hanno fatto precipitare nell'oscurità parti del Paese. Ma, secondo il Nyt, “non è chiaro fino a che punto la Russia - con i suoi arsenali informatici, chimici e nucleari - potesse essere disposta ad arrivare per fermare lo slancio dell'Ucraina”, mentre “emergono diverse prove del disordine all'interno della classe dirigente russa”. Tra gli altri argomenti in primo piano, la riduzione della povertà infantile negli Usa, con un calo de 59% rispetto al 1993, la mancanza di aiuti ai Paesi in via di sviluppo per il contrasto del vaiolo delle scimmie, e la vittoria di Alcaraz agli open Usa di tennis.

Wall Street Journal

Truppe russe “in rotta” nella regione di Kharkiv e Ucraina che riprende l'iniziativa infliggendo agli invasori uno dei peggiori rovesci dall'inizio della guerra: così descrive la situazione sul campo il Wall Street Journal, che al successo dell'avanzata ucraina dedica il titolo principale della sua prima pagina. Le conquiste da un lato galvanizzano le forze armate di Kiev, mentre dal punto di vista pratico ne rimpolpano l'arsenale perché gli ucraini di impadroniscono di blindati e mitragliatori abbandonati dai russi in fuga. Dunque, sottolinea il Wsj, “sebbene l'Ucraina sia ancora lontana dalla vittoria, la sua migliorata posizione sul terreno la rafforza in eventuali negoziati di pace con la Russia”. Per contro, è un interrogativo come reagirà Putin: “Resta una questione aperta se le sconfitte lo rendano più o meno minaccioso per l'Ucraina e l'Occidente”, secondo il giornale, che cita analisti convinti che “l'ultima buona arma” in mano al Cremlino resti adesso il gas e che se l'Occidente riuscirà a resistere a questo inverno di penuria “le cose si metteranno male” per il leader russo. Ma l'Europa soffre molto per crisi energetica, nota il quotidiano in un approfondimento sul tema: la chiusura delle forniture russe di gas ha spinto il continente “sull'orlo della recessione e minaccia di infliggere danni permanenti alle sue attività manifatturiere”, con poche imprese rimaste indenne e produzione in affanno dalla siderurgia alla chimica, dall'alimentare all'auto. Tanto che si pone la domanda se non si tratti dell'inizio “di una nuova era di deindustrializzazione in Europa”. Nota il Wsj che “il continente potrebbe non avere mai più accesso al gas russo a basso costo che lo ha aiutato a competere con gli Stati Uniti ricchi di risorse e a compensare gli alti costi del lavoro, le rigorose regole sul lavoro e le rigide normative ambientali”. In evidenza anche la presa di posizione dell'investitore di hedge fund Dan Loeb contro l'intenzione di Disney di cedere il canale televisivo di sport Espn, e il lutto della Gran Bretagna per la regina, illustrato da due grandi fotografie.

Financial Times

L'apertura del Financial Times ancora sul lungo addio del Regno Unito alla regina Elisabetta, e sul viaggio che il nuovo re Carlo III si appresta a intraprendere in Scozia, Galles e Irlanda del Nord per ribadire l'unità della Gran Bretagna di fronte all'emergere di spinte separatiste. Ma il titolo forte della prima pagina è per i “significativi guadagni” territoriali dell'offensiva ucraina contro gli invasori russi, in quella che finora è “la più grave sconfitta” per Putin. Il primo obiettivo delle forze di Kiev, scrive il giornale, è adesso quello di mettere le regioni riconquistate al riparto da un possibile contrattacco delle truppe di Mosca. Il quotidiano ha parlato col ministro ucraino della Difesa, Oleksij Reznikov, molto cauto: “Certamente dobbiamo essere preoccupati, è da anni che siamo preoccupati di questa guerra”, ha affermato. Reznikov ha sottolineato che mentre nella regione di Khrakiv gli ucraini hanno sfondato, stanno invece facendo progressi molto più lentamente in quella di Kherson, dove è stata lanciata una controffensiva simultanea ma i russi stanno opponendo una maggiore resistenza perché, ha spiegato il ministro, si tratta di una regione agricola e gli invasori possono usare come trincee i molti e ramificati canali di irrigazione. Insomma, conclude Ft, gli ultimi successi sul campo “non significano che gli ucraini stiano per ricacciare i russi oltre confine”. Un titolo è infine dedicato al crescente attivismo della Cina nel salvataggio, con generosi prestiti, di Paesi che rischiano il tracollo finanziario a causa del loro alto debito: Pechino è diventata un competitore del Fondo monetario internazionale e ha erogato dal 2017 a oggi crediti per 33 miliardi di dollari, i cui maggiori beneficiari sono stati Argentina, Pakistan e Sri Lanka. Il timore degli analisti è che i finanziamenti cinesi finiscano con l'aggravare le crisi di questi Paesi, che senza dover ricorrere all'Fmi possono evitare di intraprendere le dolorose riforme cui il Fondo condiziona i propri prestiti.

The Times

Interamente dedicata al corteo funebre della regina Elisabetta la prima pagina del Times, che titola sulla grande partecipazione dei sudditi: sono previste code di cinque miglia (circa 8 chilometri) a Westminster dove si calcola che almeno 750.000 persone accoreranno per rendere l'ultimo omaggio al feretro della sovrana. Saranno dispiegati almeno 10.000 agenti di polizia per garantire l'ordine e il governo ha diffuso linee guida rivolte a chi vorrà andare a Westminster, con l'invito a portare con sé acqua e cibo sufficienti e a prepararsi a un'attesa che potrebbe anche durare oltre 24 ore. Il giornale, che offre ben 15 pagine di cronaca, racconta anche il corteo funebre che ha attraversato la Scozia tra ali di folla, ed evidenzia “lo straordinario rispetto” mostrato dagli scozzesi per la regina scomparsa.

Le Monde

“Vladimir Putin indebolito dalla debacle militare in Ucraina”, afferma Le Monde su suo sito web, cui bisogna fare riferimento visto che il lunedì non esce l'edizione cartacea del quotidiano francese. Un servizio richiamato in home page mette l'accento sui primi segnali di aperto dissenso con Putin che affiorano nelle istituzioni russe. La notizia è che due gruppi di di consiglieri comunali di San Pietroburgo e di Mosca, hanno chiesto a Vladimir Putin di lasciare il potere, perché ha fallito. Gli eletti di Smolninskoye (un distretto di San Pietroburgo), in particolare, hanno inviato una lettera ufficiale alla Duma, la camera bassa del Parlamento, per chiedere la destituzione del capo dello Stato per “tradimento”. Motivazione: le ostilità in Ucraina "danneggiano la sicurezza della Russia e dei suoi cittadini", così come l'economia, e non sono riuscite a fermare l'avanzata della Nato verso i confini russi. Iniziative, nota Le Monde, “che, pur senza possibilità di successo, riflettono la stanchezza della popolazione di fronte a una campagna militare che dura da più di sei mesi” e che sembra destinata alla sconfitta. Più in basso il titolo sulla “spettacolare controffensiva” degli ucraini contro le truppe russe.

Le Figaro

Invece che sull'addio alla regina, come la maggioranza dei giornali, Le Figaro punta il suo obiettivo sul nuovo re, Carlo III, definito in apertura come un sovrano che vuole riformare la monarchia. Ma che dovrà anche fronteggiare “le sfide all'unità del suo regno”, contenendo le spinte indipendentiste di Scozia e Irlanda del Nord. Il giornale, che parla dell'inizio di “una nuova era”, prevede che il re “non esprimerà le proprie idee sugli argomenti più spinosi”, ma regnerà con “saggezza, competenza e compassione”. Non sarà “un re militante ma attivo”, che “si spingere al limite delle sue prerogative per far avanzare le proprie idee”. Sono l'ecologia, l'agricoltura biologica, la lotta contro il cambiamento climatico i temi “ai quali ha consacrato la vita”, ricorda il giornale, e sottolinea che sono “in sintonia con l'attualità e con le attese dell'opinione pubblica”, tanto che “molti vedono già in lui un unificatore”. Insomma, secondo Le Figaro, Carlo non sarà quel “re di transizione” col solo compito di passare lo scettro al figlio William: è vero che è il più anziano a salire sul trono britannico. Ma è anche quello che si è preparato più a lungo a regnare, e questa è la sua carta vincente.

El Pais

La notizia del giorno per El Pais è la morte dello scrittore spagnolo Javier Marias, che il quotidiano omaggia non solo come uno dei maggiori romanzieri contemporanei, ma anche come suo editorialista. Il giornale lo ricorda come “il migliore a scrivere in Spagna e il migliore nel trattare le donne”, ossia i personaggi femminili. “Marias ha trovato una voce, un tema e uno stile così unici da renderlo un fenomeno eccentrico, all'interno della letteratura spagnola e forse anche per se stesso” e la sua scrittura “è diversa dalle altre. È facile parodiare, è impossibile da imitare”, si legge sul quotidiano, che rievoca la peculiare tecnica dello scrittore “che se aveva il primo paragrafo, aveva già un romanzo intero”. Il suo merito è stato “inserire la letteratura spagnola contemporanea nella letteratura internazionale”. Spazio anche alla “diada”, la giornata in cui i catalani celebrano la loro “festa nazionale”, appuntamento partecipatissimo dagli indipendentisti, che quest'anno ne hanno l'occasione per un attacco contro il governo regionale, accusato di non impegnarsi abbastanza per la secessione dalla Spagna. Solo un piccolo richiamo per la guerra in Ucraina rinvia a un approfondimento nelle pagine interne su un particolare aspetto del conflitto: la sua importanza vitale per l'industria bellica russa.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

Le truppe russe sono in ritirata dalla regione di Kharkiv e l'Ucraina prevede “un effetto valanga”, titola la Frankfurter Allgemeine Zeitung che apre con l'avanzata delle truppe di Kiev e la fuga di quelle di Mosca dai territori occupati. Sull'onda di questa disfatta, rileva la Faz, a Mosca si torna a parlare di colloqui con l'Ucraina e il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha affermato che la Russia non rifiuta i negoziati. Ma forte dei successi il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha respèinto l'approccio, dichiarando che i negoziati con la Russia sono attualmente "impossibili". Mentre il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha detto che "il secondo esercito più grande del mondo scapperà presto" dall'Ucraina e che non ci si può più accontentare del ritiro della Russia sulle sue posizioni all'inizio dell'anno. Il giornale nota che “il crollo del fronte russo nella regione di Kharkiv è tutt'altro che una vittoria, ma potrebbe cambiare le sorti di questa guerra” ed esorta, in un editoriale, l'Occidente a “rafforzare lo slancio in favore dell'Ucraina” con un “chiaro ed eloquente aumento delle consegne di armi” che “in questo momento rafforzerebbe lo spirito combattivo degli ucraini e, come è appena apparso chiaro, causerebbe un ulteriore calo del già scarso morale delle forze armate russe”. Dunque, per la Fa, “è giunto il momento che la Germania, in particolare, non dica più solo ciò che non è possibile, ma mostri determinazione”. Tra gli altri argomenti, l'anno di servizio sociale obbligatorio che la Cdu propone per i giovani tedeschi, l'addio dei sudditi alla regina Elisabetta, la scomparsa dello scrittore spagnolo Javier Marias.

China Daily

Il messaggio di congratulazioni inviato da Xi Jinping a Carlo III per la sua ascesa al trono britannico è in primo piano sul China Daily, che evidenzia la volontà del presidente cinese di “lavorare con il nuovo re per rafforzare la comunicazione su questioni globali al fine di fornire benefici ai due paesi e ai loro popoli e contribuire alla pace e allo sviluppo mondiale”. Xi ha sottolineato che quest'anno ricorre il 50esimo anniversario dell'instaurazione di rapporti diplomatici a livello di ambasciatori tra Cina e Regno Unito, e si è disponibile a “compiere sforzi congiunti per migliorare la comprensione reciproca e l'amicizia tra i due popoli ed espandere gli scambi amichevoli e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra i Paesi”. Resta il fatto che la nuova premier britannica Liz Truss ha in programma una revisione della politica estera nei confronti della Cina, declassandola dallo stato di nazione “competitrice” a quello di “minaccia” per la sicurezza nazionale.

Quotidiano del Popolo

Due interviste, entrambe in chiave anti Usa, sono in evidenza sul People's Daily, edizione in inglese dell'organo del Partito comunista cinese. La prima è con l'ex ammiraglio della Marina militare turca Cihat Yayci, oggi a riposo, l'altra con Wichai Kinchong Choi, vicepresidente della banca thailandese Kasikornbank. La tesi di Yayci, nella sintesi del quotidiano, è che “la questione dell'insicurezza alimentare globale è stata consapevolmente inventata e ipotizzata dagli Stati Uniti per perseguire le proprie politiche egemoniche”. L'ex ammiraglio cita la nota frase di Kissinger “controlla il petrolio e controllerai gli Stati, controlla il cibo e controllerai i popoli”, per argomentare che se l'Ucraina ha smesso di esportare grano, mais, olio di girasole e fertilizzanti “lo ha fatto sotto l'influenza degli Stati Uniti e dell'Occidente”, sicché questi vengano acquistati “principalmente in Stati Uniti e Canada, anche con prezzi più elevati". Il banchiere thailandese esplicita un monito contro il “disaccoppiamento” economico dalla Cina perseguito dagli Usa e dall'Occidente: “Data la resilienza economica e la posizione fondamentale della Cina nell'economia globale e nelle catene di approvvigionamento, coloro che parlano del disaccoppiamento dalla Cina stanno solo facendo un sogno irrealizzabile”, assicura.