Sfogliamondo: le sfide di Truss e la crisi energetica

DANIEL LEAL-OLIVAS / AFP

AGI - La nuova premier britannica Liz Truss compare su tutte le prime pagine internazionali, che danno risalto alla notizia della sua designazione e offrono una quantità di analisi sulle sfide che dovrà affrontare da subito e di ipotesi sulle decisioni che prenderà, ma anche sulla linea in politica estera. Molti giornali esprimono il timore di un'accentuata conflittualità di Londra con l'Ue, visto che la Truss ha annunciato una linea durissima sulle regole commerciali per l'Irlanda del Nord. Altro tema in primo piano, la crisi del gas con la comunicazione della Russia di non poter riaprire il gasdotto Nord Stream 1 finché non saranno revocate le sanzioni occidentali.

WASHINGTON POST

Trump ha ottenuto, come chiedeva, la nomina di un perito super partes per l'esame dei documenti sequestrati nella sua residenza di Mar-a-Lago e questa “vittoria legale” dell'ex presidente è l'apertura del Washington Post, che sottolinea che comunque l'indagine del Dipartimento della Giustizia potrà proseguire. L'ordinanza del giudice della Florida Aileen Cannon (che fu nominata da Trump nel 2020) riconosce infatti che l'ex presidente mantiene alcuni “privilegi” e che tra il materiale prelevato dall'Fbi vi siano anche suoi documenti personali, e dispone che gli inquirenti non potranno perciò esaminare quegli atti finché il perito non li ha avrà valutati. I tempi dunque si allungano, anche se frattanto però l'indagine continuerà, e sarà anche possibile sentire testimoni.

Tra le altre notizia in evidenzia, la strage consumata a coltellate da due fratelli in Canada, e la designazione di Liz Truss a nuovo premier britannico: “eredita un Regno Unito in pericolo”, secondo il Post, che elenca i vari e urgenti problemi del prossimo governo, a partire dall'inflazione e dal caro energia, ma anche le frizioni con l'Ue sulla frontiera con l'Irlanda del Nord dopo la Brexit, e le aspirazioni indipendentiste della Scozia. Temi che, secondo il giornale, “cancellano la luna di miele”, ossia i primi mesi in cui i cittadini guardano con favore ai nuovi leader, tanto più che la Truss è stata scelta dalla ristrettissima platea degli iscritti al partito conservatore, e che nei sondaggi è sgradita alla maggioranza dei britannici: il 52% pensa che sarà un premier disastroso, e solo il 12% ha fiducia in lei.

NEW YORK TIMES

Liz Truss è “un falco perturbatore politico”, che assume la guida di “un Paese in crisi”, scrive in un editoriale il New York Times, che dà il posto d'onore in prima pagina alla nuova premier britannica, sulla quale manifesta riserve: “La sua destrezza ideologica – i critici la chiamerebbero opportunismo - ha contribuito a spingere la Truss all'apice della politica britannica. Quanto bene l'abbia preparerà per le difficoltà del suo lavoro è un'altra questione”. Il giornale sottolinea che è stata scelta “da un partito Tory diviso”, e che anche se la sua vittoria era ampiamente attesa è avvenuta “con un margine meno solido di quello che i sondaggi avevano previsto”, il potrebbe essere il segnale di possibili sue difficoltà nel tenere le redini dei conservatori e di un Paese “sconvolto dalla crisi energetica e dalle scosse di assestamento della Brexit”.

Su questo, specie per le regole commerciali sull'Irlanda del Nord, la Truss rischia “una potenziale collisione” con l'Ue, che potrebbe “impattare anche sulle relazione tra la Gran Bretagna e gli Usa, contrari a un cambiamento dirompente”. Tra gli altri titoli, il punto a suo favore segnato da Trump con la nomina di un perito indipendente per l'esame delle carte sequestrategli dall'Fbi, e un approfondimento sulle politiche migratorie dell'amministrazione Biden, che ha finora autorizzato l'ingresso di un milione di richiedenti asilo, con costi pesanti per i singoli Stati, cui tocca istruire le domande con procedure che durano per anni.

WALL STREET JOURNAL

Liz Truss prende il timone di una Gran Bretagna “economicamente in ginocchio”, titola il Wall Street Journal che alla nuova premier britannica dà la massima evidenza in prima pagina. Il Pil ha frenato viaggia verso la recessione, l'inflazione è al tasso più alto degli ultimi decenni, le famiglie sono colpite da bollette energetiche astronomiche a causa della guerra in Ucraina, la crescita della produttività è scesa della metà rispetto ai primi anni 2000, i salari reali sono in calo, la sterlina si avvicina ai minimi storici e l'invecchiamento della popolazione sta mettendo a dura prova i servizi pubblici: questo il quadro che traccia il quotidiano, convinto che “le cose andranno peggio quest'inverno”.

La Truss ha promesso che agirà ma non ancora detto come, rileva il Wsj, secondo cui in ogni caso “dovrà vedersela con il prosieguo di quella che è stata una lunga, calda estate di scontento”, che ha portato al dilagare di scioperi, tra cui quello delle ferrovie, che è stato il più paralizzante dal 1989. Tra le altre notizie in rilievo, il via libera del giudice della Florida alla nomina di un perito indipendente per l'esame dei documenti sequestrati a Trump dall'Fbi, che nel frattempo non potrà usarli a fini investigativi, e l'impennata del prezzo del gas dopo l'annuncio di Mosca che sarà impossibile riaprire il gasdotto Nord Stream 1 finché le sanzioni economiche occidentali saranno in vigore.

FINANCIAL TIMES

Liz Truss “comincerà immediatamente a lavorare su un pacchetto di aiuti per il caro energia, della durata di due anni e del valore che potrebbe raggiungere i 100 miliardi di sterline”. Lo scrive il Financial Times, che nella sua apertura va oltre la notizia della designazione della nuova premier da parte degli iscritti al partito conservatore, e ne anticipa le priorità. A quantificare in 100 miliardi di sterline il costo delle misure è lo staff della Truss, assicurando però che non si andrà oltre quella cifra. Il giornale calcola che costerebbe 40 miliardi l'anno solo congelare l'importo medio annuo delle bollette di gas e luce all'attuale livello di circa 2.000 a famiglia, per evitare che schizzi a 3.500 come tutte le previsioni indicano. Per questo Truss pensa anche a una riforma del mercato dell'energia, e spera di convincere i grandi operatori ad accettare volontariamente contratti della durata di 15 anni a prezzo fisso. Temi che si collegano all'altro titolo in evidenza sulla prima pagina: Putin stabilisce apertamente un nesso tra il blocco delle forniture di gas russo all'Europa e le sanzioni.

THE TIMES

Liz Truss “dritta al lavoro”, titola il Times in una prima pagina monografica sulla nuova leader Tory che oggi riceverà dalla regina l'incarico di formare il governo. Uno dei suoi primi atti da premier, anticipa il quotidiano, sarà di congelare le bollette energetiche di famiglie e imprese all'attuale costo medio complessivo di 1.971 pound all'anno, per evitare che scatti a ottobre l'aumento previsto a 3.549 pound, insostenibile per la maggioranza dei cittadini. Secondo esperti citati dal giornale, la mossa costerebbe 60 miliardi all'anno, ma secondo i conservatori più vicini alla nuova premier la spesa sarà di circa 90 miliardi. In ogni caso, sottolinea il Times, Truss come 56esimo primo ministro del Regno Unito entra a Downing Street “nelle circostanze più difficili di quelle che gran parte dei suoi predecessori hanno dovuto affrontare in tempo di pace”.

LE MONDE

La mobilitazione europea sui prezzi dell'energia è il tema di apertura per Le Monde, che fa il punto sulle misure già prese dai singoli governi, in vista del summit europeo del 9 settembre. “Si intensifica la pressione per far pagare gli operatori del settore”, con imposte specifiche, secondo il giornale, sottolineando che in questa direzione spinge la Germania. Il governo tedesco ha varato un piano da 60 miliardi di aiuti per mitigare l'effetto del caro bollette, e intende finanziarlo con un'imposta sugli extra profitti delle società energetiche.

Secondo Berlino, la tassazione dovrebbe avvenire entro la cornice di un accordo europeo. Ma Scholz è pronto anche ad andare avanti da solo, se non si dovesse trovare un consenso in sede Ue. L'altra azione che l'Europa potrebbe decidere è quella di un tetto continentale al prezzo del gas, che trova il sostegno, tra l'altro, della Spagna. Interessante un'inchiesta del quotidiano sul commercio mondiale della sabbia, la seconda risorsa naturale più sfruttata dopo l'acqua, indispensabile per l'edilizia ma anche per molti settori dell'industria. Le Monde ha indagato in sei Paesi sui maggiori luoghi di estrazione di questo materiale, dalla Groenlandia, che lo preleva dai fondali dei suoi fiordi, alla Florida, dove la fonte sono le immense spiagge, all'India, dove si drenano i letti dei fiumi. Un affare dietro al quale prosperano, manco a dirlo, “le mafie della sabbia”.

LE FIGARO

Una “conservatrice di ferro” Liz Truss nella definizione di Le Figaro, che titola in prima pagina sulla nuova premier britannica in navigazione verso “una tempesta”. Perché, nota il giornale, la nuova leader “che posa a erede della lady di ferro Margareth Thatcher”, prende in mano un Paese in cui la situazione sociale “è esplosiva”, e il malcontento che agita il regno non si vedeva da decenni, proprio dal periodo in cui a Downing Street c'era la Thatcher. Per questo, la Truss “avrà bisogno di tutto il polso, di tutta l'abilità della campionessa del ‘rivoglio indietro i miei soldi'”, rileva Le Figaro, alludendo alla celeberrima intimazione della Thatcher (“I want my money back”) all'indirizzo dell'allora Comunità europea per sollecitare la restituzione di parte dei contributi versati dal Regno Unito, a suo giudizio eccessivi. La spuntò dopo 4 anni, ma quel braccio di ferro incrinò per sempre i rapporti tra Londra e l'Europa, fino al divorzio definitivo della Brexit. Truss sarà all'altezza? Si chiede il quotidiano, che non offre risposta ma cita il sondaggio sulle aspettative dei britannici sulla nuova premier: il 52% prevedono che sarà pessima.

EL PAIS

Con Liz Truss i duri neocon conquistano Downing Street, secondo El Pais, che mette in risalto la designazione della nuova premier britannica in prima pagina. Il giornale spagnolo ricorda che “in un Paese di 62 milioni di abitanti come il Regno Unito, è stata scelta da poco più di 81.000 iscritti al partito conservatore”, e osserva che “pur senza mettere in discussione la legittimità del mandato di Truss, è preoccupante che l'immediato futuro del Paese sia stato riposto nelle mani di un numero così ristretto di cittadini”. La sua nomina, secondo El Pais, “significa il ritorno della Reaganomics degli anni Ottanta, con tasse basse, uno Stato rimpicciolito e una deregolamentazione dei mercati che ha portato a una disuguaglianza non ancora invertita”, e inoltre “Truss potrebbe esacerbare il conflitto in corso con Bruxelles e far deragliare il Protocollo dell'Irlanda del Nord, la parte più delicata dell'accordo Brexit”. L'apertura del quotidiano è però per la polemica interna al Consiglio generale del potere giudiziario, il Cms spagnolo, per la mancata designazione di due nuovi giudici della Corte costituzionale: tra gli aspiranti c'è il presidente dell'organismo, e per sbarrargli la strada una parte dei suoi componenti da giugno blocca le votazioni.

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG

Energia in primo piano sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che punta sulla decisione del governo tedesco di mantenere in stand by e “con riserva operativa” fino al prossimo aprile le due centrali nucleari che secondo i piani di dismissione dell'atomico avrebbero dovuto chiudere il 31 dicembre. La vita degli impianti di Isar 2, in Baviera, e Neckarwestheim nel Baden Wuerttenberg, è stata prorogata per decisione del ministro dell'Economia, Habeck, che benché esponente dei Verdi ha dovuto prendere atto di uno ‘stress test' del sistema elettrico tedesco da cui è risultato che, per le carenze di gas, quest'inverno sarebbero possibili blackout soprattutto nel Sud della Germania. Il ministro ha tuttavia sottolineato che si tratta di un provvedimento di emergenza e temporaneo, e che il piano di dismissione del nucleare va avanti.

Ma secondo la Faz il vero messaggio che viene dallo ‘stress test' è che “per certi scenari che nessuno può escludere, è necessario poter fare affidamento su ciò che le centrali nucleari hanno da offrire”, a prescindere dalla crisi del gas e dai prezzi dell'elettricità. Il quotidiano apre sulla richiesta di perdono rivolta dal presidente tedesco Steinmeier alle famiglie delle vittime dell'attacco palestinese contro gli alloggi degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco del 1972. Spazio anche a Liz Truss, che, rileva la Faz, diventa premier con meno consensi tra i Tory di quelli che le accreditavano i sondaggi: hanno votato poco più di 81.000 dei circa 160.000 iscritti, e alla Truss sono andate 60.399 preferenze.

CHINA DAILY

La missione Artemis della Nasa per riportare l'uomo sulla Luna, nonostante la doppia falsa partenza con i rinvii del lancio, offre al China Daily l'occasione per riflettere sui rapporti tra la Cina e gli Usa, in un editoriale a firma di Quentin Parker, direttore del laboratorio di ricerche spaziali dell'università di Hong Kong. Quando la Nasa mise a segno lo sbarco sulla Luna con il programma Apollo 50 anni fa, nota il giornale, l'America era nel pieno della guerra fredda con l'Urss. Ma oggi, l'Unione Sovietica non esiste più anche se “l'orso russo ha ancora gli artigli, benché potrebbero essere stati un po' smussati dal conflitto Ucraina-Russia”. Il vero competitore degli Usa nella corsa per lo spazio è la Cina, e l'occidente – afferma il giornale - parla sempre più spesso di una nuova guerra fredda “di cui la questione di Taiwan è un pretesto”.

La grande differenza, secondo il quotidiano, è che l'Urss rappresentava per gli Usa uno sfidante in termini militari ma non economici. La Cina invece, “pur se negli ultimi venti anni ha potenziato e modernizzato le proprie forze armate”, ha “avuto prestazioni economiche eccellenti”. Invece che in occasione di conflitto, dunque, secondo l'editorialista, la corsa allo spazio potrebbe trasformarsi in fattore di pace e sviluppo globali perché “un programma spaziale competitivo a livello internazionale con Cina, Europa e Stati Uniti sul podio, ma con India, Giappone, Repubblica di Corea e alcuni altri Paesi che sgomitano nel gruppo, può favorire scoperte tecnologiche accelerate e promuovere nuovi entusiasmanti sviluppi”.

QUOTIDIANO DEL POPOLO

La Gran Bretagna “ha bisogno di pragmatismo e di politiche concrete, non di ideologie datate”: lo scrive il People's Daily, edizione in inglese dell'organo del Partito comunista cinese, in un editoriale su Liz Truss pubblicato anche dal China Daily. Viene ricordato da la Truss, durante la campagna per la conquista della leadership Tory, ha annunciato una revisione delle linee guida di politica estera sulla Cina, attualmente considerata “un competitore”, per qualificarla come “una minaccia” per la sicurezza nazionale britannica. Confermare questa posizione, secondo l'editoriale, “non sarà nel migliore interesse del Regno Unito”.

L'analisi del giornale evidenzia che “molto è cambiato dal 2015, quando c'era ottimismo da entrambe le parti sul fatto che fosse appena iniziata ‘un'età dell'oro' per le relazioni sino-britanniche”, perché il governo Johnson si era adeguato alla linea conflittuale degli Usa nei rapporti con la Cina “nella speranza di ottenere un accordo commerciale con gli Stati Uniti per aiutare a liberare il Regno Unito dalle fauci del mostruoso pasticcio della Brexit”. Oggi, sottolinea l'editoriale, “c'è poca speranza di un cambiamento di fortuna per le relazioni del Regno Unito con la Cina a meno che non sia imminente una riflessione correttiva del nuovo governo di Londra”, cui la Truss viene appunto invitata.