Sfogliamondo: Lo sciopero dei treni negli Usa, la crisi energetica e l'Ucraina

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AGI - Le preoccupazioni per lo sciopero dei treni che potrebbe scattare domani negli Usa, con una paralisi del movimento merci e gravi conseguenze per le attività produttive, sono il tema principale sulla stampa americana. I giornali europei sono invece più concentrati sulla crisi energetica e sulla guerra in Ucraina, ma qualche testata guarda anche alle elezioni italiane. È il caso del francese Le Monde, che pubblica un articolo dai toni critici su Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, e dello spagnolo El Pais, che intervista il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani. Resta sulle prime pagine internazionali l'omaggio dei britannici alla defunta regina Elisabetta.

Washington Post

Lo sciopero delle ferrovie che potrebbe cominciare domani negli Usa sta già facendo sentire i suoi dannosi effetti sull'economia: lo scrive il Washington Post, che su questo apre la prima pagina. Le spedizioni programmate di ammoniaca, fertilizzanti e altri prodotti chimici per l'agricoltura sono state già sospese per evitare il rischio che tali merci pericolose restino bloccate lungo il percorso in caso di sciopero. L'effetto è che i prezzi dell'etanolo sono subito saliti. In mancanza di accordo tra lavoratori e aziende, che l'amministrazione Biden sta cercando di propiziare con una frenetica mediazione, si fermeranno oggi anche i trasporti di prodotti agricoli. E, nel settore passeggeri, i treni a lunga percorrenza.

Le prospettive di un'intesa non sono rosee, perché otto sindacati si sono detti disponibili ma i quattro più grandi tengono duro. L'eventuale sciopero sarebbe uno dei più dirompenti degli ultimi anni e “la posta in gioco è alta per l'amministrazione Biden, che desidera disperatamente garantire che i treni americani continuino a circolare ma non vuole minare le richieste dei sindacati”, sottolinea il Post.

In evidenza anche un'analisi sui rischi di un collasso del Commonwealth dopo la morte della regina Elisabetta II: in molti dei 56 Paesi dell'ex impero britannico, specialmente nei caraibici, montano infatti le aspirazioni repubblicane.  Spazio, tra gli altri titoli, all'Ucraina e alla proposta di legge presentata dal senatore repubblicano Graham per una proibizione nazionale dell'aborto dopo le 15esima settimana di gestazione, proposta che ha scatenato polemiche anche all'interno del suo partito dove molti temono che sia elettoralmente dannosa in vista del voto di midterm.

New York Times

Ucraina in risalto sulla prima pagina del New York Times, che analizza il significato politico e strategico della visita a sorpresa compiuta ieri da Zelensky a Izium, una delle città liberate dall'occupazione russa. La sua presenza indica che le truppe ucraine hanno un pieno controllo della regione, tanto da poter garantire la sicurezza del presidente anche a poche decine di chilometri dal confine con la Russia. Ciò da un lato pompa il morale degli ucraini, dall'altro deprime quello dei russi. I soldati di Mosca sono fuggiti dalla città con una “umiliante ritirate e la visita di Zelensky ribadisce quell'umiliazione”, nota il giornale.

Ma demoralizzare gli invasori non è l'unico modo in cui Kiev vuole capitalizzare politicamente i successi della sua controffensiva, osserva il Nyt, secondo cui Zelensky vuole usare le vittorie per ottenere dall'Occidente altre armi, in un momento in cui le consegne da parte dell'Ue hanno rallentato.

Tra gli titoli, i ritardi di New York rispetto ad altre grandi città americane nel recupero dei posti di lavori persi durante la pandemia: ne mancano all'appello ancora 176.000. Spazio anche al temuto sciopero dei treni che potrebbe scattare domani negli Usa, alle alluvioni in Pakistan e alla camera ardente della regina Elisabetta.

Wall Street Journal

La catena degli approvvigionamenti negli Usa potrebbe soffrire pesantemente per uno sciopero dei treni e questo alimenterebbe l'inflazione, già ai massimi da 40 anni: è il rischio messo in luce dal Wall Street Journal nella sua apertura, dedicata alle frenetiche trattative che l'amministrazione Biden sta conducendo con sindacati e aziende ferroviarie alla ricerca di una mediazione in extremis per evitare il blocco dei trasporti, programmato a partire da domani. Il tema del contendere sono le assenze per malattia, su cui i lavoratori chiedono maggiori garanzie a partire dalla continuità della retribuzione.

Il problema, sottolinea il Wsj, è molto spinoso per Biden, che si è sempre proclamato un difensore dei sindacati e un sostenitore della contrattazione collettiva. Ma l'arresto dei 7.000 treni merci a lunga percorrenza potrebbe ridurre la produzione economica degli Usa di oltre 2 miliardi di dollari al giorno, e le organizzazioni imprenditoriali sono in pressing sulla Casa Bianca perché si trovi una soluzione. Sul fronte dei treni passeggeri, inoltre, lo sciopero bloccherebbe centinaia di migliaia di pendolari.

Il Congresso potrebbe intervenire per prorogare le trattative o anche per forzare una soluzione imponendo a datori di lavori e sindacati di accettare un punto di mediazione. Ma finora la Casa Bianca si è mostrata riluttanti a chiedere che il Congresso agisca, e punta sull'opera di convincimento delle parti affidata al segretario al Lavoro, Marty Welsh. Il tempo, però, sta scandendo. In prima pagina, tra le altre notizie, anche il piano dell'Ue per incamerare 140 miliardi degli extra profitti delle aziende energetiche con cui finanziare aiuti contro il caro bollette, e l'Ucraina, con la visita di Zelensky nelle aree liberate dagli occupanti russi.

Financial Times

Il governo di Liz Truss pensa di cancellare il tetto ai bonus dei top manager delle banche, introdotto nel 2014 in ossequio a una direttiva Ue sull'onda della crisi finanziaria globale. E' la notizia principale sulla prima pagina del Financial Times, che, come tutti i giornali britannici, continua anche oggi a tenere nella fascia alta le cronache dei riti funebri per la regina Elisabetta. Il cancelliere dello Scacchiere (ministro del Tesoro), Kwasi Kwarteng, non ha ancora deciso se revocare i limiti per i premi dei banchieri, ma in un incontro con dirigenti finanziari della City nei giorni scorsi ha detto che sul punto bisogna essere molto decisi e fare le cose diversamente da Boris Johnson che non agì temendo conseguenze elettorali del non popolarissimo ripristino del bonus libero.

Kwarteng, riferisce Ft, è invece convinto che in tal modo si renderebbe Londra più attrattiva per i migliori talenti manageriali e si aumenterebbe la competitività del sistema finanziario britannico in linea con la sua strategia di un “Big bang 2.0” propiziato dalla Brexit. In basso, un titolo segnala l'indisponibilità dell'industria estrattiva americana specializzata nel settore shale (gas e petrolio ottenuti da argille) a incrementare la sua produzione per “salvare l'Europa dalla stretta energetica invernale”.

The Times

Il “tributo della nazione” alla defunta regina Elisabetta monopolizza anche oggi la prima pagina del Times, dominata da una fotografia della famiglia reale che saluta l'arrivo del feretro a Westminster, dov'è stata aperta la camera ardente. Il lutto, scrive il giornale, non ha ricomposto i dissidi interni ai Windsor, ma al contrario “i problemi che negli ultimi anni hanno afflitto la famiglia reale sono stati in netta evidenza” durante la cerimonia, perché ai principi Harry e Andrea “è stato negato di vestire l'uniforme militare perché non sono più reali in servizio attivo”. Inoltre, anche William e Kate, adesso principi di Galles, sono apparsi vicini ai duchi su Sussex Harry e Meghan, “tra le coppie c'è stata poca interazione”.

Le Monde

Un servizio sulle elezioni italiane spicca sulla prima pagina di Le Monde, con una grande fotografia della leader di Fratelli d'Italia e un titolo sul “retaggio fascista” del partito. Il giornale invita a “fermarsi un attimo su questa fiamma tricolore stilizzata, verde, bianca e rossa, al centro del logo” di Fdi. Un simbolo, nota Le Monde, che a un francese può ricordare quello adottato negli '70, ma ovviamente con i colori francesi, da Jean Marie Le Pen per il suo Front National, ma che in Italia “rimanda a un'altra storia, più antica e ancora più sulfurea: quella del Movimento Sociale Italiano (Msi), fondato nel 1946 da un pugno di ex dignitari della Repubblica di Salò, che rimasero fino alla fine fedele al Duce”.

Il simbolo, ricorda il quotidiano, “secondo la leggenda” fu ideato da Giorgio Almirante “in riferimento alla torcia che dovrebbe illuminare eternamente la tomba di Benito Mussolini” e “rappresentò poi, senza ambiguità, la fedeltà agli ideali del fascismo”

“Com'è possibile aggrapparsi a un simbolo così visibile assicurando che i nostalgici del fascismo non abbiano posto all'interno di Fratelli d'Italia?”, si chiede Le Monde, secondo cui “questa contraddizione va presa sul serio”. L'apertura del quotidiano è per il piano di “mobilitazione generale” di Rte, gestore della rete elettrica francese, per evitare interruzioni della corrente il prossimo inverno.

Le Figaro

Il tema dell'energia in primo piano su Le Figaro, che apre con l'annuncio della premier Borne di un aumento del 15% delle bollette di luce e gas nel 2023 e dello stanziamento di 18 miliardi di euro per contributi alle famiglie più povere non in grado di sostenere i rincari. E questo, nota il giornale, mentre la Edf, maggior produttore di elettricità in Francia, avverte che in inverno saranno possibili interruzioni della corrente se i francesi non adotteranno la “sobrietà” nei consumi invocata dal governo.

Un quadro sul quale Le Figaro esercita la sua critica, puntando specialmente contro i bonus per il caro bollette, ritenuti dannosi per le casse pubbliche e inutili da punto di vista politico perché lo scudo tariffario “non impedirà ai francesi di rimuginare la loro rabbia per gli errori della nostra politica energetica e per i fallimenti di Edf, che, insieme alla guerra di Putin in Ucraina, hanno portato dove siamo”.

Gli aiuti, inoltre, secondo il giornale sono ingiusti perché, “a essere onesti” ai francesi viene chiesto di pagare “un infimo prezzo” rispetto a quello che pagano i consumatori di Paesi vicini: bisognerebbe quindi “tornare sulla terra” e smettere di credere “in uno Stato dalle tasche profonde, quando ci sono solo tasche bucate”.

El Pais

Antonio Tajani spiega che Fdi e Lega “non sono partiti di estrema destra” in un'intervista a El Pais. Alla domanda del quotidiano se i due alleati siano considerati da Forza Italia come formazioni di estrema destra, Tajani risponde: “No, sono partiti di destra. E noi siamo un partito cristiano democratico, liberale e favorevole alle riforme”. Per il coordinatore azzurro, Meloni e Salvini “sono entrambi europeisti” e oggi “c'è un'evoluzione nella loro strategia politica”.

E per l'Ue “Forza Italia è la garanzia, come ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber”. Argomenta ancora Tajani, facendo riferimento alla maggioranza che sostiene il premier socialista spagnolo Sanchez: “Nessuno si preoccupa quando in Spagna Podemos manifesta contro la Nato durante il suo vertice a Madrid. Ed è così perché il Psoe è la garanzia in quella coalizione. E badate, in Italia Lega e Fratelli d'Italia hanno votato a favore dei due nuovi Paesi Nato (Svezia e Finlandia, ndr). E una parte della sinistra ha votato contro”.

Il quotidiano apre con le motivazioni della condanna per corruzione dell'ex presidente dell'Andalusia, e dà spazio anche al prelievo sugli extraprofitti delle imprese energetiche, ma con un titolo declinato in chiave di politica interna: i popolari in Europa hanno votato a favore della misura, mentre in Spagna aveva votato contro quando l'aveva proposta Sanchez.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

La polemica sulle forniture di armi pesanti tedesche all'Ucraina è in primo piano sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, che dà spazio a un'intervista con la ministra degli Esteri, la verde Baerbock, favorevole alla consegna di carri armati sulla quale invece resta molto cauto il cancelliere Scholz, convinto che Berlino su questo dovrebbe agire in sintoni con gli alleati. Baerbock chiede perciò una rapida decisione “a livello internazionale” sull'invio a Kiev dei blindati Leopard 2 tedeschi, più volte sollecitati da Zelensky.

Le armi pesanti provenienti dalla Germania stanno aiutando nell'Est dell'Ucraina e usandole “importanti posizioni russe possono essere eliminate in modo mirato”, nota la ministra, secondo cui una politica estera tedesca basata sui diritti umani deve “chiedersi costantemente come ulteriori consegne possano liberare altre aree dell'Ucraina per salvare vite”.

Per questo, Baerbock dice che incontrerà i produttori di armi tedeschi per incoraggiarli a consegnare più munizioni all'Ucraina. L'apertura del quotidiano è per la camera ardente della regina Elisabetta a Westminster, e tra gli altri temi in risalto l'annuncio del governo di voler nazionalizzare l'azienda energetica Uniper.

China Daily

Le relazioni tra Cina e Russia non sono in discussione, assicura il China Daily, che in vista dell'incontro a Samarcanda, in Uzbekistan, tra Xi e Putin dedica un lungo servizio al “dibattito sui rapporti sino-russi diventato, in patria e all'estero, particolarmente acceso per il perdurante conflitto in Ucraina e l'aumento dei prezzi dell'energia nei Paesi europei”.

Per Cina e Russia “mantenere relazioni amichevoli è un'esigenza oggettiva e realistica” visto che “condividono un confine lungo 4.300 chilometri, un tempo presidiato da milioni di soldati” e che i buoni rapporti hanno “aiutato entrambe le parti a salvaguardare meglio i propri interessi senza doversi preoccupare molto di una minaccia reciproca alla sicurezza nazionale”.

Dal punto di vista economico, inoltre, “la Russia fornisce alla Cina stabilmente energia poco costosa e pulita, e la Cina è diventata il principale partner commerciale della Russia”. Quanto alla guerra, afferma il giornale, “vi sono dietro particolari ragioni storiche. Quindi altri Paesi farebbero meglio ad aiutare a porre fine al conflitto invece di aggiungere benzina sul fuoco. Quello che possono e dovrebbero fare è persuadere entrambe le parti a cessare il fuoco e risolvere le loro divergenze attraverso negoziati”.

Peraltro, sottolinea l'articolo, “si si aspetterebbe che i Paesi, in particolare i Paesi dell'UE, prendano decisioni razionali nel tentativo di contribuire a porre fine al conflitto Russia-Ucraina e, per conseguenza, alleggerire notevolmente la crisi energetica europea e mantenere lo status dell'Ue come hub manifatturiero”.

Quotidiano del Popolo

Xi Jinping ha iniziato il viaggio in Uzbekistan e Kazakistan, e il People's Daily, edizione in inglese dell'organo del Partito comunista cinese, punta la sua attenzione sul vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai (Sco), oggi e domani a Samarcanda. Ci sarà anche Putin, ma il giornale si sofferma invece sulla presenza del premier indiano Narendra Modipochi giorni la decisione dell'India di dissociarsi parzialmente dall'Ipef, la cornice economica dell'Indo-Pacifico guidata dagli Usa”, sottolinea il People's Daily, secondo cui le due mosse di New Delhi mostrano la volontà indiani di condurre “una diplomazia indipendente e autonoma”.

Il che fa sperare “che l'India sarà più unita con gli altri membri della Sco, tra cui Cina e Russia, e svolgerà un ruolo più positivo per promuovere insieme un mondo multipolare”.

Nella riunone dell'Ipef la settimana scorsa a Los Angeles, l'India ha in effetti rifiutato di firmare la dichiarazione sul commercio, ed è stata l'unica a farlo tra i 14 Paesi partecipanti. Il che, secondo il quotidiano, “evidenzia una disputa tra India e Stati Uniti in merito al meccanismo”, che è in realtà “uno strumento geopolitico controllato dagli Stati Uniti e nascosto dietro una facciata economica”.

Con la frenata dell'India, conclude il giorbnale, per l'Ipef ora si profila un “futuro incerto per il quadro, mentre è più utile agli interessi indiani aumentare l'impegno nella Sco per accrescere la cooperazione e gli scambi con i Paesi della regione.