Sfondata la recinzione al confine tra Polonia e Bielorussia

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GRODNO REGION, BELARUS  NOVEMBER 9, 2021: Migrants on the Belarusian-Polish border. Several thousand migrants approached the Polish border on November 8, 2021. The foreigners intend to exercise their right to apply for a refugee status in an EU country. Poland has declared a state of emergency in the regions bordering Belarus.  Since the start of 2021, over 30 thousand migrants have attempted to cross the Belarusian-Polish border. Leonid Shcheglov/BelTA/TASS (Photo by Leonid Shcheglov\TASS via Getty Images) (Photo: Leonid Shcheglov via Getty Images)
GRODNO REGION, BELARUS NOVEMBER 9, 2021: Migrants on the Belarusian-Polish border. Several thousand migrants approached the Polish border on November 8, 2021. The foreigners intend to exercise their right to apply for a refugee status in an EU country. Poland has declared a state of emergency in the regions bordering Belarus. Since the start of 2021, over 30 thousand migrants have attempted to cross the Belarusian-Polish border. Leonid Shcheglov/BelTA/TASS (Photo by Leonid Shcheglov\TASS via Getty Images) (Photo: Leonid Shcheglov via Getty Images)

Due gruppi di migranti sono riusciti a sfondare il recinto della frontiera fra Bielorussia e Polonia attraversando il confine: è quello che scrive l’agenzia polacca PAP, citata da diversi media tedeschi. Lo sfondamento è avvenuto nei due villaggi di Krynki e Bialowieza.

Il ministro della Difesa polacco, Mariusz Baszczak, aveva già detto che durante la notte c’erano stati molti tentativi di violare il confine, dove sono circa 15mila i soldati schierati. “Non è stata una notte tranquilla. Hanno provato molte volte a rompere la linea, ma tutti coloro che l’hanno attraversata sono stati arrestati”, ha detto il ministro. Sono oltre cinquanta infatti i migranti arrestati vicino alla frontiera.

Al confine tra Polonia e Bielorussia, da giorni ci sono migliaia di migranti ammassati e che cercano di entrare in Europa. Per l’Occidente è il regime di Lukashenko che li sta spingendo a sfondare i varchi e ieri Varsavia ha accusato esplicitamente il presidente russo Vladimir Putin di aver orchestrato la crisi per imporre nuove sanzioni.

La Bielorussia ha accusato le forze di sicurezza polacche di picchiare i migranti che tentano di entrare nell’Ue: in particolare, accusa il servizio delle guardie di frontiera, sono stati picchiati 4 migranti curdi che tentavano di valicare il confine. “Secondo i rifugiati, sono stati arrestati in territorio polacco dove avevano cercato di chiedere protezione e status di rifugiato”, si legge nella nota accompagnata da immagini in cui si vede la barriera di filo spinato, migranti seduti attorno a fuochi e quattro uomini, alcuni con gli abiti imbrattati di sangue e uno con tagli sulle mani, che si coprono i volti. “A giudicare dalle numerose ferite, le forze di sicurezza polacche hanno maltrattato queste persone e, usando la forza, le hanno respinte dietro la recinzione di filo spinato al confine con la Bielorussia”.

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel è atterrato a Varsavia dove questa mattina incontrerà il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki: sul tavolo dei colloqui la crisi al confine tra Polonia e Bielorussia, dove la situazione continua a deteriorarsi. Michel ieri sera era a Berlino, dove ha fatto riferimento, seppure in forma non esplicita, alla possibilità di finanziamenti europei per la costruzione di barriere fisiche (muri e recinzioni) ai confini esterni dell’Unione. “Stiamo affrontando un attacco brutale e ibrido ai nostri confini dell’Ue. La Bielorussia sta armando il disagio dei migranti in modo cinico e scioccante”, ha affermato. “Al nostro ultimo Consiglio europeo abbiamo condannato e deciso di rispondere a questi attacchi. Abbiamo chiesto alla Commissione di proporre tutte le misure necessarie in linea con il diritto dell’Ue, gli obblighi internazionali e i diritti fondamentali”, ha aggiunto. “Abbiamo aperto il dibattito sul finanziamento da parte dell’Ue dell’infrastruttura fisica delle frontiere. Questa questione deve essere risolto rapidamente”, ha sottolineato. Al termine del Consiglio europeo citato da Michel, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva affermato che “l’Unione europea non finanzierà muri e recinzioni al confine”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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