Sfratti case comunali: “Quella vincita ha distrutto la famiglia”

sfratti case popolari

Nel 1996 Donatella Riondino comprò un biglietto della lotteria e vinse un miliardo di lire: un grande sogno che si è rivelato, infine, un incubo. All’epoca la donna lavorava come impiegata, mentre il marito era occupato nelle ferrovie. Dopo la vincita, però, la coppia lasciò il lavoro e intraprese un viaggio nella bella Sicilia, convinta di investire al meglio il denaro. La sua storia sugli sfratti dalle case comunali fa riflettere: Donatella, oggi, ha 60 anni e due figli grandi ma è disoccupata. Durante il viaggio nell’isola italiana, infatti, ha perso tutto. “La mia colpa? Essere povera con dignità o aver vinto alla lotteria?”.

Sfratti case comunali, la storia

Donatella è arrivata nell’appartamento Erp in via Vismara 73 (Garbagnate) nel 1985. Dopo la morte del padre Nicola, avvenuta nel 2008, la donna è risultata beneficiaria della locazione, ma nel 2013 l’immobile è passato al Comune. Da quel momento è cominciato l’incubo degli sfratti dalle case popolari. Dopo aver vinto alla lotteria, Donatella e il marito avevano lasciato il lavoro, ma “quella vincita ha distrutto la famiglia”. Infatti, una volta terminati i soldi, la donna si è trovata sommersa dalle bollette, dalle spese condominiali, dai servizi sociali. Persino i pregiudizi hanno invaso la sua famiglia. “Mi mancano i denti, non vado dal parrucchiere, non ho un lavoro fisso, se avessi dei soldi sotto il materasso non sarei in mezzo a tante difficoltà”.

Il ricorso legale

L’avvocato della donna, Maurizio Cannistraro presenterà ricorso lunedì prossimo. “Alla signora non vengono contestate morosità, l’ordinanza di sgombero infatti è fondata sul fatto che avrebbe rifiutato tre diverse soluzioni abitative, ma non ci risulta. Il Comune sostiene di aver venduto, ma non abbiamo traccia di un nuovo proprietario dietro alla porta”. Poi, il legale prosegue: “Se il Tar dovesse decidere che la mia cliente ha torto ce ne faremo una ragione, ma con uno sgombero notificato il 14 agosto alla signora Riondino non è stato dato nemmeno il tempo di trovare un tribunale aperto per far verificare le proprie ragioni”. Lo sfratto di Donatella è già il secondo di quest’estate. Nwll’attesa di avere un colloquio con il primo cittadino, la donna rivela: “Cosa chiedo? Di poter vivere una vita dignitosa con mia figlia”.