Sgarbi cade vestito in piscina “potevo morire”

Ha rischiato di morire, o almeno così ne era convinto lui. Parliamo di Vittorio Sgarbi, critico d’arte, onorevole e personaggio dello spettacolo. Famoso per i suoi eccessi, Sgarbi l’altro giorno è stato protagonista di un ‘incidente’ che per colpa di un video amatoriale è diventato presto virale.

In realtà, va detto che Vittorio Sgarbi si conferma molto autoironico, visto che il video è stato inizialmente pubblicato sul suo stesso profilo Facebook (oltre 100mila visualizzazioni), accompagnato dalla scritta “Mai addormentarsi in piscina…”. Sì, perché l’incidente è avvenuto proprio in una piscina, mentre l’onorevole e critico d’arte stava riposandosi comodamente su un unicorno gonfiabile.

66 anni, Vittorio Sgarbi si è appisolato vestito di tutto punto su un gonfiabile all’interno di una piscina. Probabilmente un movimento involontario durante il sonno ha fatto perdere l’equilibrio all’onorevole che finisce in acqua. A riprendere la scena due ragazze che si sentono ridere sguaiatamente, mentre il critico d’arte esclama un “oh fi..” finendo in acqua. Riemerso dalla piscina, mentre si sistema occhiali e capelli, con pantaloni e camicia completamente fradici, Sgarbi ammette che l’unicorno gonfiabile “non è molto comodo”, poi indicando lo spigolo del gradino che ha sfiorato con la testa dice “potevo perfino morire”.

Vittorio Sgarbi, nome completo Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi, è nato a Ferrara l’8 maggio 1952 ed è un critico d’arte, scrittore, politico, opinionista e personaggio televisivo italiano.

Le ragazze, invece, gli propongono, visto che ormai è bagnato, di salire sull’altro gonfiabile, cioè un fenicottero rosa. Sgarbi, invece, si preoccupa di potersi cambiare e le ragazze gli dicono di non preoccuparsi, perché c’è un cambio per tutti.

Vittorio Sgarbi, nome completo Vittorio Umberto Antonio Maria Sgarbi, è nato a Ferrara l’8 maggio 1952 ed è un critico d’arte, scrittore, politico, opinionista e personaggio televisivo italiano. È stato più volte membro del Parlamento e di diverse amministrazioni comunali, tra le quali Milano, nonostante abbia collezionato numerose condanne civili e penali per ingiuria, diffamazione e truffa ai danni dello Stato.