Sgarbi furioso, in Aula insulta giudici e deputate

AGI - Bagarre nell' Aula della Camera e biasimo unanime per le parole pronunciate da Vittorio Sgarbi nell'emiciclo, con cui il deputato e critico d'arte ha rivolto pesanti offese alla parlamentare di Forza Italia Giusi Bartolozzi e alla presidente di turno, Mara Carfagna.

Monostante la stigmatizzazione del linguaggio usato, la capogruppo azzurra Mariastella Gelmini e il capogruppo leghista Riccardo Molinari, fanno dei distinguo, andando nel merito della proposta avanzata da Sgarbi, ovvero di una commissione di inchiesta sulla magistratura, e condividendo le critiche mosse a una parte dei giudici.

A condannare fermamente quanto accaduto è anche il presidente di Montecitorio, Roberto Fico, che definisce "indecente e indegno il comportamento sessista del deputato Sgarbi" e annuncia di aver "dato mandato ai questori di aprire un'istruttoria per prendere gli opportuni provvedimenti". Restano impresse le immagini di Sgarbi portato letteralmente di peso fuori dall'emiciclo di commessi, mentre ancora urla insulti. 

Procedendo con ordine: tarda mattinata, in Aula sono quasi terminate le dichiarazioni di voto finali sul decreto carceri. Vittorio Sgarbi chiede di intervenire, ed esordisce così: "Che un criminale delinqua è normale, che lo faccia un magistrato è un terremoto istituzionale". Parole accolte, come si legge anche dal resoconto stenografico della seduta, dagli applausi dei deputati leghisti.

Sgarbi prosegue: "Quello che è urgente, dopo le inaudite dichiarazioni contro di lei di un magistrato del Csm - dice rivolgendosi al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, presente in Aula - dopo le inaudite dichiarazioni di Palamara, oggi addirittura cacciato, che dichiarava contro l'onorevole Salvini 'Siamo tutti con te, Patronaggio', è la nuova Tangentopoli", e qui sono unanimi gli applausi dei deputati del centrodestra, "dobbiamo aprire una Commissione d'inchiesta urgente contro la criminalità di magistrati che fanno l'opposto del loro lavoro. Peggio dei criminali, ricordando che Cossiga chiamava quell'associazione un'associazione mafiosa, l'Associazione nazionale magistrati un'associazione mafiosa! Il Csm ha tradito la sua funzione! Urgente è questo: non votare vigliaccamente a favore di un decreto inutile, insensato, che estremizza le intercettazioni contro i cittadini onesti. Questo è grave! Chiedo una Commissione parlamentare per la nuova Tangentopoli dei magistrati, la nuova Palamaropoli” (di nuovo applausi di Lega e FdI).

A questo punto la deputata di Forza Italia, Giusi Bartolozzi, magistrato, chiede di parlare. "Lo dico da servitore dello Stato, da cittadino e, da ultimo, da politico, e sentire da un collega che la magistratura tutta è mafiosa a me fa inorridire", afferma.

Sgarbi non ci sta e urla: "Non era tutta! Non era tutta! Ho parlato di Cossiga e di Palamara!". E mentre Bartolozzi continua a parlare, si odono ancora nell'emiciclo le parole, che iniziano ad essere offensive, di Sgarbi che, rivolgendosi alla deputata di FI dice: "Non sei degna...". Arriva il primo richiamo all'ordine della presidente di turno Carfagna. Sgarbi urla ancora, mentre il deputato Pd Michele Bordo interviene per deprecare quanto sta accadendo. E si sente il primo insulto pesante rivolto da Sgarbi a Bartolozzi ("tr..."), riportato anche dal resoconto di seduta.

"La richiamo all'ordine" insiste la presidente di turno, mentre nel mirino del critico d'arte finisce anche la stessa Carfagna. Dai banchi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia Viva si levano grida “Fuori! Fuori!”. "Le chiedo di allontanarsi dall'Aula, perché lei non può insultare i suoi colleghi. Le chiedo di allontanarsi dall'Aula, grazie", insiste ancora Carfagna. Ma Sgarbi di uscire non ci pensa proprio e continua ad insultare. Si sente chiaramente un "vaff", e allora Carfagna afferma perentoria: "No, onorevole Sgarbi, lei non può continuare a pronunciare parolacce in quest'Aula. Chiedo agli assistenti parlamentari la cortesia di eseguire", dice la presidente.

"Me ne vado da solo", afferma Sgarbi, che in realtà non lascia da solo l'Aula, ma soltanto quando viene accompagnato di peso dai commessi. Che, poco prima di uscire, rivolgendosi ai banchi della presidenza, urla: "Sei una fascista! Fascista". Espulso dall'Aula Sgarbi, intervengono tutti i rappresentanti dei gruppi per stigmatizzare l'accaduto e, soprattutto, le parole ingiuriose utilizzate dal deputato.