Shoa, a Milano altre 28 pietre d'inciampo per i morti nei lager

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Milano, 13 gen. (askanews) - Mercoledì 15 e venerdì 17 gennaio a Milano saranno posate 28 nuove pietre d'inciampo in memoria di altrettante vittime milanesi dei campi di concentramento. I piccoli blocchi quadrati "dorati" che ne ricordano il nome, l'anno di nascita, il giorno e il luogo della morte, saranno posti in corrispondenza delle abitazioni dei deportati nei lager che non hanno fatto ritorno alle loro case, alla presenza tra gli altri dell'ideatore delle pietre, l'artista berlinese Gunter Demnig. L'iniziativa, che porta a novanta il numero delle pietre posate dal 2017 ad oggi a Milano, è stata presentata questa mattina in Aula consiliare a Palazzo Marino dal presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolé, insieme con la senatrice a vita Liliana Segre e il presidente del Comitato pietre d'inciampo, Marco Steiner.

"La posa di nuove pietre d'inciampo nella nostra città è un'occasione per rinnovare il nostro impegno per ricordare" ha affermato Bertolé, sottolineando che "lo faremo coinvolgendo i più giovani, cercando di contrastare ogni tentativo negazionista o di ridimensionamento dell'atrocità di quanto è accaduto e le grandi responsabilità che hanno reso possibile quella tragedia. Ricordare è ancora più importante oggi di fronte al risveglio in Europa, e non solo, di idee, movimenti e nostalgie pericolose".

"Quando abbiamo costituito nel settembre 2016 il Comitato per le pietre d'inciampo ci auguravamo di poter contare sulla condivisione e sul sostegno del Consiglio Comunale e così è stato e così ci auguriamo possa continuare ad essere" ha dichiarato il presidente del Comitato, Marco Steiner, ricordando che "ogni singola pietra rappresenta un monito affinché ciò che è accaduto non si ripeta mai più". "Siamo coscienti - ha concluso Steiner - che il Comitato non potrà arrivare a commemorare tutti i cittadini milanesi caduti e l'impegno è rivolto soprattutto a quelle vittime che non hanno più nessuno che le ricordi".

Le nuove mattonelle quadrate di pietra (10x10 cm) ricoperte di ottone lucente porteranno i nomi di Costantino Codini, Corinna Corinaldi Segre, Eugenia Cuzzeri Caminada, Giovanni Dolfi, Pio, Enrica e Giorgio Foa, Antonia Frigerio Conte, Romeo Garotta, Antonio Gentili, Oreste Giudici, Giorgio e Jole Goldschmiedt, Frieda Lehmann, Roberto Lepetit, Davide Pedretti, Mario Provasi, Giorgio Puecher Passavalli, Anna Rabinoff Schweinoster, Umberto Recalcati, Gian Natale Suglia Passeri, Bohor, Sara, Hasdai, Dora e Leone Varon, Luigi Villa, oltre che di Andrea Schivo, l'agente di custodia che aiutò alcuni ebrei detenuti nel carcere di San Vittore: scoperto dalle SS fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Flossenbürg dove morì il 29 gennaio 1945.

Presenti dal 1990, oggi in Europa si contano oltre 75mila pietre d'inciampo in 26 Paesi: un monumento diffuso, nato come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio, per ricordare tutte le vittime del nazismo e dei regimi sui complici, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.