Shoah, Casellati: nessuno può considerarsi immune a prescindere

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Roma, 27 gen. (askanews) - "Nessuno può considerarsi immune a prescindere, anche perché non dobbiamo dimenticare che, nel 1938, tutti gli ambiti della vita pubblica furono sconvolti dall'entrata in vigore di quelle leggi razziste che rappresentano il punto più basso della nostra civiltà". Lo ha detto la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, in occasione del convegno "I giovani del 2000 e l'Olocausto" a palazzo Madama.

"Negli ultimi decenni - ha ricordato la seconda carica dello Stato - tanto è stato fatto sotto il profilo dell'insegnamento e della conoscenza, grazie soprattutto al coraggio e agli sforzi delle comunità ebraiche italiane. E non è un caso se nell'estate del 1944, in questa città ancora sanguinante e appena liberata, la Comunità ebraica di Roma riuscì ad organizzare l'immediata riapertura della scuola 'Vittorio Polacco'. La scuola e l'educazione dei giovani prima di tutto, prima di ogni altra necessità. Una sensibilità che è ancora oggi un elemento fondante delle comunità ebraiche e che è alla base dell'impegno profuso nell'organizzazione di visite guidate nei luoghi stessi dello sterminio, di lezioni, pubblicazioni, testimonianze".

"Un impegno - ha sottolineato Casellati - che contribuisce a creare cittadini consapevoli e per il quale ringrazio l'amica Ruth Dureghello - presidente della Comunità ebraica di Roma -, insieme a tutti coloro che con lei partecipano a tali progetti. Uno sforzo come detto meritorio, rispetto al quale ogni istituzione è chiamata a fare la propria parte, affinché quello che è successo non possa più accadere. Nessuno può considerarsi immune a prescindere, anche perché non dobbiamo dimenticare che, nel 1938, tutti gli ambiti della vita pubblica furono sconvolti dall'entrata in vigore di quelle 'leggi razziste' che rappresentano il punto più basso della nostra civiltà".

"Anche il Senato - ha ricordato - ha saputo interpretare - con varie iniziative di sensibilizzazione - questa necessità, dimostrando una reale e fattiva condivisione da parte di tutte le forze politiche per respingere e combattere qualsiasi rigurgito di antisemitismo dalla vita del Paese. Il passare degli anni deve però spingerci ad un'ulteriore riflessione su quali potranno essere le migliori forme e attività divulgative per fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti, e i loro figli e i loro nipoti, non debbano più confrontarsi con il mostro dell'odio razziale. Una riflessione che parta quindi dalla straordinaria capacità di raccontare cosa è accaduto da parte dei sopravvissuti - e il Senato della Repubblica può e deve dirsi onorato di avere tra i propri banchi la senatrice Liliana Segre, alla quale va tutta la mia gratitudine per quanto fatto nell'arco della sua vita e per quanto farà ancora al servizio del Paese".