Shoah, guerre di ieri e di oggi: le immagini raccontano per non dimenticare

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L'immagine di Varsavia rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale affiancata da una foto di Aleppo colpita dalle bombe nel 2013. E ancora, ebrei ungheresi deportati nel lager di Auschwitz nel 1944 a confronto con profughi in fuga dalla guerra in Macedonia nel 2016, bambini a Belsen, nel 1945, in attesa della loro razione di zuppa come i profughi kosovari in coda per la distribuzione del cibo in Albania, a Kukes, nel 1999.  

Sono alcune delle immagini, le prime 'spulciate' on line, le altre ritrovate nel suo archivio personale, che Paolo Siccardi, fotoreporter torinese, con all’attivo numerosi reportage internazionali, ha raccolto e organizzato in una quarantina di pannelli che domani, in occasione del Giorno della Memoria, verranno mostrati agli studenti piemontesi, dai più piccoli ai più grandi, protagonisti in Consiglio regionale di un percorso interattivo che, partendo dal racconto di quanto avvenuto 75 anni fa, li avvicina a quanto accade nel mondo ai giorni nostri con l'obiettivo di farli riflettere su deportazione, prevaricazione, abuso, ingiustizia. 

 

"Negli ultimi 30 anni ho viaggiato parecchio e testimoniato diversi conflitti - racconta Siccardi all'Adnkronos - e questo mi ha permesso di mettere insieme parallelismi pazzeschi tra i fatti accaduti durante la Shoah e quelli documentati da me nei posti in cui sono stato, Afghanistan, Iraq, Siria, Kossovo, Balkan Route, Sud Sudan, Bosnia, Beirut. E così, per esempio, l'esodo dal ghetto di Lodz mi ha ricordato i profughi del Sud Sudan o della Bosnia che scappano dalla pulizia etnica".  

 

Oltre al parallelo di immagini tra i lager nazisti e le nuove guerre, Paolo Siccardi propone, per i più piccoli, i disegni di Thomas Geve, sopravvissuto ai campi di concentramento, che raccontano i lager di Auschwitz e Buchenwald, e quelli realizzati dai bambini di Sarajevo durante l’assedio nei primi anni ’90. "Accostare quei fatti a quelli di oggi - aggiunge Siccardi - fa pensare che se durante la Shoah sono state trucidate 15 milioni di persone, oggi sono oltre 250 milioni coloro che stanno scappando da guerre, conflitti e crisi, quindi nulla è cambiato se non nei numeri e quello che avrebbe dovuto insegnare la storia non l'ha insegnato". 

 

"Le immagini sono una memoria che rimane e il punto cruciale è non dimenticare quello che è successo anche perché si sta ripetendo - osserva ancora Siccardi - mostrare ai giovani quello che sta succedendo ancora oggi in diverse parti del mondo è un modo per smuovere le loro coscienze, e sono certo che le abbiano, perché quello che è stato e che ancora è non finisca nel dimenticatoio".