Shoah, Presidente polacco Duda: la verità non deve morire -5-

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Roma, 23 gen. (askanews) - Inoltre, Jan Karski, emissario del governo polacco in esilio, osservò con i propri occhi gli orrori che si verificarono nel ghetto di Varsavia e nel campo di transito tedesco di Izbica, preparando un memorandum sul genocidio sistematico tedesco degli ebrei. A partire dal dicembre 1942, lo presentò agli opinion leader e alle massime autorità delle potenze alleate. In precedenza, il generale Wladyslaw Sikorski, primo ministro del governo polacco a Londra, aveva indirizzato una nota agli alleati nella riunione del Consiglio dei ministri il 6 giugno 1942. In essa riportava: '. ..la distruzione della popolazione ebraica avviene in proporzioni incredibili. In città come Vilnius, Leopoli, Kolomyia, Stanislawów, Lublino, Rzeszów, Miechów, decine di migliaia di ebrei vengono massacrati. La Gestapo esegue ogni giorno esecuzioni di massa nei ghetti di Varsavia e Cracovia. (...) Gli ebrei in Polonia hanno subito la più terribile persecuzione nella loro storia'.

Allo stesso tempo, lo Stato clandestino polacco istituì il Consiglio per aiutare gli ebrei nella delegazione del governo per la Polonia. Ciò permise a quasi 50mila persone di ottenere documenti, alloggi, denaro e cure mediche. I diplomatici polacchi organizzavano fughe per ebrei in territori non controllati dalla Germania nazista. Una percentuale significativa dei sopravvissuti all'Olocausto deve la propria vita a migliaia di Giusti tra le Nazioni polacchi.

Nelle nostre storie di famiglia, documenti storici e letterari, il ricordo di molte persone di origine ebraica nascoste in soffitte, cantine e fienili, è ancora vivo. Come il ricordo di aver condiviso con i fuggitivi ebrei un pasto modesto o aver mostrato loro una via di fuga sicura. E va ricordato che in Polonia ogni gesto del genere era punibile con la morte per mano degli occupanti tedeschi, cosa che è accaduta centinaia di volte. Tra milioni di polacchi ci furono anche persone che avrebbero potuto aiutare gli ebrei a nascondersi, ma non lo fecero perché non potessero superare la loro paura per la propria vita e per quella dei propri cari. (Segue)