Shoah, Presidente polacco Duda: la verità non deve morire -2-

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Roma, 23 gen. (askanews) - 'Il 27 gennaio 1945, i soldati sovietici liberarono il campo di sterminio nazista tedesco KL Auschwitz. Ciò che vi trovarono continua ancora oggi a provocare terrore e a suscitare un'inequivocabile condanna morale. Allora quasi 7.000 prigionieri riguadagnarono la loro libertà. In precedenza, tra il 17 e il 21 gennaio, circa 56.000 prigionieri erano stati portati fuori da Auschwitz e dai suoi sottocampi e costretti a delle marce forzate mortali nel cuore del Terzo Reich.

Quelli che rimasero nel campo erano solo ombre di persone, permanentemente mutilate da inimmaginabili torture fisiche e mentali. Sopravvissero miracolosamente a condizioni di vita disumane, fame, gelo, malattie, lavoro da schiavi, pestaggi spietati, umiliazioni e abusi da parte delle guardie. Alcuni di loro furono vittime di esperimenti medici criminali. Ogni giorno osservavano la morte dei loro compagni di sofferenza: uomini, donne, anziani e disabili e bambini. Furono testimoni di numerose esecuzioni, comprese quelle condotte da membri delle SS per crudele divertimento. Alcuni prigionieri furono costretti a spostare i corpi dei compagni assassinati nelle camere a gas e a bruciarli in crematori, sapendo che avrebbero vissuto esattamente lo stesso destino.

Questa è solo una breve descrizione di quell'inferno sulla Terra rappresentato dal Konzentrationslager Auschwitz com'era, il luogo in cui furono uccisi più di un milione di ebrei e migliaia di vittime di altre nazionalità, tra cui polacchi, rom, sinti e prigionieri di guerra dall'Armata Rossa. Lo stesso destino fu condiviso da milioni di ebrei assassinati in altri campi di sterminio nazisti tedeschi: Treblinka, Sobibor, Belzec, Kulmhof, Stutthof e dozzine di altri. (Segue)