Shoah, Presidente polacco Duda: la verità non deve morire -6-

Mgi

Roma, 23 gen. (askanews) - Ci furono anche coloro che, agendo per impulso meschino, consegnarono gli ebrei alle autorità di occupazione tedesche o commisero atti vergognosi. Nelle circostanze drammatiche di quel tempo, la magistratura dello Stato clandestino polacco avrebbe condannato a morte tali criminali e li avrebbe giustiziati.

I campi di concentramento nazisti tedeschi costruiti nella Polonia occupata furono e sono tuttora un'umiliazione insopportabile per noi. Sono in netto contrasto con la nostra lunga cultura e storia millenaria, con lo spirito polacco di libertà, tolleranza e solidarietà. Il genocidio degli ebrei, sebbene perpetrato quasi in tutta l'Europa durante la guerra, è stato un duro colpo per lo Stato polacco, che è stato per secoli multinazionale e multiconfessionale.

La comunità ebraica nella Polonia prebellica era una delle più numerose in Europa. Dei 6 milioni di cittadini della Repubblica di Polonia che morirono a seguito della seconda guerra mondiale (oltre un quinto della popolazione totale), ben 3 milioni erano ebrei polacchi. Ed erano il più grande gruppo di vittime dell'Olocausto. La comunità ebraica, che visse e prosperò sul suolo polacco per quasi dieci secoli, è quasi scomparsa nel giro di pochi anni. La Polonia improvvisamente perse migliaia di artisti ebrei, ricercatori, medici, avvocati e impiegati, uomini d'affari, artigiani, commercianti e altri stimati professionisti. (Segue)