Shoah, Segre: fermare mondo che corre verso una deriva d'odio

Asa

Milano, 11 feb. (askanews) - "Mi sono data il compito di fare qualcosa per evitare che il mondo vada verso una deriva d'odio. L'odio nasce dalle parole e dai piccoli gesti quotidiani e poi finisce nell'orrore, come io ho potuto vedere da chi prima l'ha predicato con le parole e poi messo in pratica con i fatti". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre durante il suo intervento nel Consiglio regionale della Lombardia dove ha dato la propria testimonianza di deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Un'esperienza cominciata nei sotterranei della Stazione Centrale dove oggi c'è il Memoriale della Shoah. "Mi farebbe molto piacere se il presidente volesse organizzare, una volta, una visita al Binario 21" che coinvolgesse "tutti i consiglieri. È un luogo che sicuramente non tutti conoscono. Io, essendoci passata, farei da guida" ha aggiunto.

La senatrice Segre è entrata in Aula accompagnata dal presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi e dal presidente della Regione Attilio Fontana, accolta dal lungo applauso dei Consiglieri regionali in piedi nell'Aula del Pirellone. Nella sua lunga testimonianza, la senatrice ha raccontato "quei giorni bui", la vita in famiglia "molto semplice", l'amato nonno Giuseppe, "ebreo ateo e milanesissimo", e lo zio fascista Amedeo. Poi l'entrata in guerra, i primi bombardamenti su Milano, il tentativo di scappare in Svizzera finito con l'arresto, la polizia in casa e poi quel viaggio in treno, dalla stazione Centrale, fino al lager, "dentro l'orrore".

"Di una cosa sola posso essere portatrice al Senato italiano - ha evidenziato - e cioè di una mozione contro l'odio in tutte le sue forme e senza distinguo. Io sono contro l'odio, predico pace e libertà". Per Fermi, che ha ringraziato Segre soprattutto per "non aver mai perso la voglia di vivere", oggi "i nemici da abbattere sono la noncuranza, il disinteresse e l'indifferenza che si alimentano nell'ignoranza della storia e della verità. La Memoria va praticata da tutti noi sempre, non in un unico, per quanto straordinariamente simbolico giorno all'anno". Fontana ha citato invece altri due "mali terribili: l'oblio e l'indifferenza. Contro oblio e indifferenza Regione Lombardia c'è: nella vicinanza quotidiana alla comunità ebraica, come nell'appoggio concreto a tante iniziative e istituzioni che lavorano per tenere vivo il ricordo della deportazione e dello sterminio".