shoah, Segre: la paura fa fare cose vergognose, giovani ... -2-

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Milano, 13 gen. (askanews) - "Voglio andare assolutamente alla posa della pietra d'inciampo della guardia di San Vittore perché io le ho viste le guardie: non erano come Andrea Schivo, avevano paura e la paura non è mai una buona consigliera, la paura fa sì che l'uomo non faccia la scelta, è una cattiva consigliera, fa fare delle cose vergognose. Schivo no, lui in un mondo come quello di San Vittore che era violentissimo (con le camere di tortura, gli interrogatori e la fame), decise, e un sorvegliante di quel tempo che avesse scelto di aiutare rischiava veramente moltissimo. E lui scelse" ha continuato Segre parlando dell'agente di custodia.

"In realtà la scelta l'ha fatta, terribile, chi ha deciso che quelle due categorie dovessero morire, la scelta orribile di uccidere, di eliminare l'altro perché ritenuto diverso da te" ha continuato, concludendo il passaggio della necessità di schierarsi per il bene e contro il male, con la frase "mamma mia quanto è urgente che anche oggi si faccia la scelta: non si chiameranno pietre d'inciampo, avranno un altro nome ma il significato sarà lo stesso. A voi meravigliosi ragazzi - ha affermato la sopravvissuta alla Shoah quindi rivolgendosi agli studenti che gremivano la sala - che avete iniziato almeno a parole a fare la scelta, fatevelo dire da una vecchia nonna, rimanete quelli che siete non diventate come noi, fate la scelta!".

"A ogni posa di una pietra d'inciampo a cui ho assistito ho sempre pensato che erano nomi di persone sconosciute e non hanno avuto un funerale (..). Il funerale, religioso o laico, ha una parte corale, molto sentita, di gente che piange, che soffre seguendo la salma e di gente che chiacchera e che usa i funerali come un incontro che può essere anche interessante dal punto di vista politico e degli affari: per le pietre d'inciampo non c'é niente di tutto, parlano di storie lontante, di storie per la maggior parte sconosciute e di persone che sono sparite nel vento di Aushwitz per la colpa di essere nate o di persone che sono finite sempre nel vento della tempesta perché hanno scelto questa strada, e quindi ancora più importanti" ha aggiunto la senatrice a vita parlando nell'aula del Consiglio comunale meneghino, ricordando le pietre d'inciampo della famiglia Silvera e in particolare l'incontro con la figlia Violetta e sua madre Bahia che "mi abbracciarono e consolarono" nel carcere di Varese, dove si trovarono recluse insieme prima di essere deportate nel campo di sterminio di Auschwitz, dove i Silvera furono uccisi. "Chi si ricorda questi tre visi, i capelli, gli occhi, ogni pietra ha questa storia, e raccontare queste tre pietre è la storia di tutti" ha proseguito Segre, sottolinenado che "questi piccoli funerali di pensiero, di sentimento, son lì per terra e si chiamano d'inciampo, un funerale d'inciampo, un morto di inciampo, perché sia un Banfi, sia un Segre, sia un Puecher sono d'inciampo, fortemente d'inciampo, perché in quella pietra c'è il fallimento dell'uomo".