Show al Parlamento Ue, Ciocca sospeso 5 giorni

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Il presidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, ha deciso di sospendere l'eurodeputato leghista Angelo Ciocca per cinque giorni dalle attività del Parlamento e di sospendere la sua indennità di soggiorno per dieci giorni, perché ieri, durante il dibattito in Aula a Strasburgo, si è alzato dal suo posto e ha gettato per terra una scatola di cioccolatini turchi, urlando "No a questa Turchia!", comportamento che era già stato ripreso in Aula dalla prima vicepresidente Mairead Mc Guinness. Ne dà notizia lo stesso eurodeputato, il quale ha già informato che presenterà ricorso, in base all'articolo 177 del regolamento del Parlamento europeo.   

"La decisione del presidente Sassoli - afferma Ciocca - mi stupisce. Mi stupisce in modo particolare come il presidente Sassoli si senta offeso e trovi irrispettoso gettare a terra un pacchetto di cioccolatini ricevuto da rappresentanti del governo turco e invece non mostri lo stesso sdegno di fronte a civili e bambini che muoiono e sono morti in queste giorni per mano turca. Non sarò mai un cartonato telecomandato dai diktat europei o dal presidente Sassoli".  

Secondo il presidente del Parlamento europeo, intervenuto a Strasburgo nella plenaria, l'eurodeputato leghista "ha agito in modo aggressivo e irrispettoso" nei confronti dei colleghi e del Parlamento stesso, che ha una grande "tolleranza" nei confronti di qualsiasi opinione politica, ma che richiede ai suoi membri di tenere "un linguaggio e un comportamento adeguati" all'istituzione di cui fanno parte.  

"Vorrei sottolineare - ha continuato Sassoli - che non tollererò più alcun comportamento che possa danneggiare la dignità e la reputazione di questo Parlamento. In base all'articolo 176.1 del Parlamento ho deciso di imporre una sanzione, per grave violazione" del regolamento.  

L'eurodeputato lombardo non è nuovo ad iniziative non in linea con l'etichetta parlamentare. Il 23 ottobre 2018, nel pieno di un dibattito sulla manovra economica, alla fine di una conferenza stampa a Strasburgo, tenendo in mano una scarpa ("made in Italy", fece sapere), 'calpestò' simbolicamente le carte del commissario agli Affari Economici Pierre Moscovici, che aveva appena finito di rispondere alla stampa. Moscovici gli rispose qualche ora dopo definendo il gesto "grottesco". "All'inizio si sorride e si banalizza perché è ridicolo, poi ci si abitua ad una sorda violenza simbolica e ci si risveglia con il fascismo", scrisse Moscovici.