Si è spento il maestro del Papa per la "teologia del popolo"

Ska

Città del Vaticano, 27 nov. (askanews) - Si è spento a 88 anni il gesuita argentino Juan Carlo Scannone, "maestro" di Papa Francesco, creatore della "teologia del popolo" argentina, versione argentina (e priva di commistioni col marxismo) della teologia della liberazione nata in America latina dopo il Concilio vaticano II. Ne dà notizia la provincia argentino-uruguaiana della Compagnia di Gesù.

Professore di filosofia e di teologia Jorge Mario Bergoglio al collegio San Miguel di Buenos Aires quando il futuro Papa era studente gesuita, si trasferì alcuni mesi a Roma dopo la sua elezione sul soglio di Pietro, risiedendo alla sede della Civiltà cattolica.

In un intervento alla Pontificia Università Gregoriana del marzo 2014, padre Scannone espose la storia e il significato della "teologia argentina del popolo", sottolineandone la "specificità" nel quadro della teologia della liberazione sub-continentale e ricordando che "in questo momento attuale il suo studio interessa in modo particolare per il suo influsso tanto sull'approccio teologico e pastorale di Papa Francesco quanto per la sua 'guia de ruta' (mappa stradale), l'esortazione apostolica Evangelii Gaudium". Il gesuita argentino ricordò a grandi linee il definirsi della teologia della liberazione, che ha avuto tra i suoi "pionieri" i teologi Lucio Vera, Juan Luis Segundo nonché lo stesso Gutierrez, e tra gli appuntamenti pubblici nei quali venne messa a fuoco la "opzione preferenziale per i poveri" gli incontri dell'episcopato latino americano di Medellin (1968) e Puebla (1979), sottolineando poi la specificità argentina, anche da un punto di vista storico e politico: "Il contesto politico argentino di quel tempo includeva il governo militare di Ongania (una dittatura, non però crudele come quella successiva di Videla), la proscrizione del peronismo dopo la sua caduta del 1955, la repressione del movimento operaio peronista, l'emergere della futura guerriglia e un fenomeno nuovo - probabilmente dovuto alle circostanze citate - ossia che non pochi intellettuali, docenti e studianti universitari progressisti appoggiavano il peronismo come resistenza popolare ai militari e movimento di protesta sociale, fatto che non si era verificato durante i periodi di presidenza di Peron". Padre Scannone mise in luce tanto il concetto di "popolo" nella teologia del popolo quanto quello di "religione del popolo", sottolineando, ad esempio, che "sono i poveri che, almeno di fatto in America latina, conservarono come strutturante la propria vita e la propria convivenza la cultura propria del popolo, e i cui interessi coincidono con un progetto storico di giustizia e di pace". E ancora, "sono gli ultimi che preservano meglio la cultura comune e i suoi valori e simboli religiosi, che di per sé tendono a essere condivisi da tutti, potendo essere nei nostri paesi il germe - anche per i non poveri - di una conversione ai poveri per la liberazione loro e, così, di tutti. Pertanto, la religione del popolo - se autenticamente evangelizzato - lungi dall'essere considerata un oppio, non solo ha un potenziale evangelizzatore, ma anche di liberazione umana, come del resto lo ha mostrato e continua a mostrarlo la lettura popolare della Bibbia".