Si cercano i responsabili della morte della 18enne

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Camilla malattia non indicata
Camilla malattia non indicata

Continua l’inchiesta della Procura di Genova, coordinata dal procuratore Francesco Pinto, per stabilire le cause della morte di Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni deceduta a seguito della somministrazione del vaccino Astrazeneca. A quanto si apprende dalla Procura, la giovane soffriva di una malattia autoimmune, la piastrinopenia, che implica un basso livello di piastrine nel sangue e che dunque avrebbe richiesto una maggiore attenzione e, probabilmente, evidenziato un’incompatibilità con l’inoculazione del siero anglo svedese. Questa malattia nella scheda anamnestica della ragazza recuperata dai Carabinieri del Nas non era stata indicata. Bisognerà ora comprendere il perchè di questa omissione.

Camilla Canepa, la malattia non indicata

Inoltre, Camilla assumeva dei farmaci per curare un altro problema medico, una ciste, per contrastare la quale seguiva una terapia di Progynova (ormoni) e Dufaston (estrogeni). Entrambi i farmaci comporterebbero un rischio trombotico stando a quanto riportato dal Corriere della Sera che a sua volta cita fonti mediche autorevoli vicine alla vicenda.

La malattia non indicata, le indagini sulla morte di Camilla

Cosa è successo dunque nella fase antecedente alla vaccinazione? E soprattutto perchè nella scheda anamnestica della giovane non è stata indicata la sua patologia? Non è era al corrente o è stata omessa al medico vaccinatore? Tutte domande alle quali ora la Procura di Genova dovrà dare delle risposte con le indagini volte ad accertare eventuali responsabilità. Dovranno essere poi accertati i ruoli dei singoli medici, compreso quello del professionista che le ha prescritto i farmaci ormonali a ridosso della vaccinazione. Nello specifico Camilla Canepa aveva iniziato la sua terapia il 29 maggio, dopo aver ricevuto il 25 dello stesso mese la prima dose di Astrazeneca.

La vicenda di Camilla e la malattia non indicata

Nei giorni successivi al vaccino e all’assunzione dei farmaci ormonali, la 18enne comincia ad avere dei malesseri e il 3 giugno si reca al pronto soccorso di Lavagna dove viene sottoposta ad una Tac e ad analisi del sangue. Viene tenuta in osservazione una notte e dimessa il 4 per remissione dei sintomi. Nello specifico accusava un forte mal di testa e fastidio nei confronti della luce. Il 5 giungno le sue condizioni peggirano e viene trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Martino. Ha un coagulo del sangue e viene operata d’urgenza. L’intervento va bene, ma la successiva emorragia cerebrale costringe la ragazza alla terapia intensiva. Dopo giorni di speranza e attesa la giovane muore e prende il via l’inchiesta.

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