Si chiama Marco Marras, è uno studente e ha anche “ringraziato” la leader di FdI e la polizia

Marco Marras sul palco con la Meloni e la bandiera arcobaleno
Marco Marras sul palco con la Meloni e la bandiera arcobaleno

Sono due i piani di approccio con la vicenda del comizio di Giorgia Meloni a Cagliari e dell’irruzione dell’attivista Lgbtq: quello oggettivo per capire chi sia il contestatore della leader di FdI e quello congetturale e complottaro, o quantomeno indimostrabile, che vedrebbe in quel giovane una sorta di “figurante” la cui azione avrebbe indirettamente favorito il siparietto della Meloni democratica che sollecita perfino un applauso a chi lo contestava con tanto di bandiera arcobaleno. I dati oggettivi sono quelli che vengono prima: si chiama Marco Marras, è uno studente 24enne e ha anche “ringraziato” la leader di FdI e la polizia dopo essere salito sul palco ed aver detto: “Voglio scappare all’estero”.

Chi è il contestatore a Cagliari di Giorgia Meloni

Marras è stato denunciato per turbativa del comizio elettorale e a svelare la sua identità è stato il liceo artistico Foiso Fois che lo ha avuto fra i banchi. Lo ha fatto con un post Facebook poi cancellato. E lo stesso insegnante Mimmo di Caterino aveva citato il nome del contestatore, ma per lodarne la condotta: “Grazie d’essere presente nel rappresentare un mondo migliore possibile con civiltà, cultura, coraggio, creatività e buone maniere, la democrazia è bella per questo”.

Allo scoperto: “Ormai il mio nome è uscito”

Marco è dunque uno studente in uscita dall’Accademia di Belle Arti di Sassari e dopo essere uscito dai social ha ammesso: “Ormai il mio nome è uscito, sono Marco Marras e sono il ragazzo che ieri è salito sul palco della Meloni. Ho voluto, in maniera pacifica, esprimere il mio dissenso sulla sua visione della famiglia e ho voluto ricordargli che siamo tutti uguali o come direbbe lei Fratelli d’Italia, di un’unica nazione dove dovrebbe esserci il diritto di potersi costruire una famiglia che sia essa tra due uomini o due donne e che possano accedere alle adozioni”. Poi la chiosa: “Per il resto ringrazio la leader Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia per il confronto e la polizia per essere stata buona con me perché ha capito che tipo di persona io sia, ovvero un ragazzo che voleva solo esprimere la sua opinione”.

La “teoria” social di Alliva e la replica di Crosetto

E qui si arriva alla parte congetturale, innescata da un tweet del giornalista e attivista Simone Alliva che a corredo della foto ha scritto: “’Ringrazio la leader’, è tutto chiaro, no?”. Insomma, l’allusione è quella ad una sorta di siparietto o coordinato oppure surfato ad arte al momento. Ad Alliva ha risposto Guido Crosetto con toni duri: “Veramente? Così senza un minimo di decenza? Ma come si fa? Fino a che punto siete disposti ad arrivare, nella menzogna e nella diffamazione? Fate qualche corso speciale? Addirittura contro un ragazzino. Che schifo“. E tuttavia un altro tweet recita: “Cioè questo si lascia strumentalizzare e usare per la propaganda di una persona verso cui, in teoria, ha espresso dissenso e neanche gli importa. O è realmente uno sprovveduto o c’è veramente altro dietro“.

Anche lo scambio avuto poche ore fa via Instagram ha suscitato non pochi dubbi da parte di alcuni commentatori online.

Le citazioni “freak” su Piero Pacciani

Di Marras circolano anche vecchi post Instagram in cui lui cita il presunto mostro di Firenze Pietro Pacciani, come a sottolineare la sua scarsa vocazione a quella umanità che vorrebbe incarnare, ma ad onor del vero quelli sulle frasi “rurali e pacifiste” di Pacciani sono dei meme molto diffusi nell’ambiente della goliardia social studentesca e non hanno alcun valore “probatorio” a meno di volercelo cercare per forza.