Si chiama Natale ma non è parente dell'americano: "Siamo assediati"

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Un bombardamento di telefonate, in qualche caso è suonato anche il campanello di casa: sono giorni difficili per la famiglia di Giuseppe Natale, che abita ad Aranova, nel comune di Fiumicino (Roma). Da quando è trapelato che Gabriel Christian Natale Hjorth, uno dei due giovani americani fermati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Rega Cerciello, avrebbe dei parenti a Fiumicino, "siamo stati subissati di chiamate da parte di giornalisti che cercavano di verificare se noi fossimo davvero parenti del ragazzo fermato per il delitto", dice all'Adnkronos la signora Gabriella, moglie di Giuseppe Natale. 

"Io sono romagnola, Giuseppe è di origine calabrese e non ha proprio nulla a che fare con la famiglia di Hjorth. Dopo aver vissuto a Roma, dal 2009 ci siamo trasferiti ad Aranova. La nostra è solo un'omonimia", spiega Gabriella. "Mi dispiace molto per quello che è accaduto a quel povero carabiniere, è la prova che girare la sera a Roma è pericoloso. Eravamo venuti a conoscenza dell'episodio ma non conoscevamo i nomi dei presunti assassini, quindi all'inizio siamo stati molto sorpresi per tutte queste telefonate da parte dei media. Poi abbiamo capito. E' una situazione piuttosto fastidiosa, speriamo che questo assedio finisca presto perché non ce la facciamo più", commenta sconsolata.