Si dice "richiamo". L'Accademia della Crusca contro il "booster"

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dose booster vaccino anti covid
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“Inutile e incomprensibile se rivolto al grande pubblico”. L’Accademia della Crusca attraverso boccia l’uso del termine “booster” per indicare la dose di vaccino che accresce e rinnova gli effetti di una inoculazione precedente: “si dice richiamo”.

Vaccino anti- covid, l’uso del termine “booster”

Ha cominciato a circolare sui media da qualche tempo e sta ad indicare la dose di vaccino che accresce e rinnova gli effetti di una inoculazione precedente. Ma il termine “booster” è stato utilizzato anche in nella circolare nel Ministero della Salute del 27 settembre scorso, firmata dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza. L’uso di questo termine proprio non piace agli accademici della Crusca che, attraverso un’intervista del Presidente Claudio Marazzini – professore emerito di Storia della lingua italiana nell’Università del Piemonte Orientale – bocciano “la diffusione indiscriminata e acritica, tramite i media e non solo, della parola booster”.

Covid e booster: non si tratta solo di una questione per accademici

Non si tratta solo di una questione per “accademici” o relegata al ristretto gruppo dei linguisti. Quando si tratta di comunicazione al grande pubblico, soprattutto per notizie di servizio importanti come quelle che riguardano la vaccinazione anti-covid, è importante farlo nel modo più semplice possibile.

Insomma, un’autocritica che dobbiamo porci tutti noi che lavoriamo nell’informazione – che in questo periodo di pandemia gioca un ruolo fondamentale – ma anche la pubblica amministrazione.

Covid, la Crusca contro “booster”: “si dice richiamo”

“Ancora una volta si è persa l’occasione di aiutare gli italiani a capire meglio, forse per ‘educarli’ all’abbandono della loro lingua, o per dimostrare che l’italiano non ha parole adatte. E questo non è vero, perchè ‘richiamo’, per i vaccini, esiste dalla prima del Novecento” ha affermato all’Adnkronos il Presidente dell’Accademia della Crusca. ” In italiano in questi casi abbiamo sempre detto ‘richiamo’, per esempio per l’antitetanica, e nessuno ha mai contestato questo termine”.

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