Si diventa adulti sempre più tardi. A 24 anni

Diventiamo adulti sempre più tardi. A 24 anni per l'esattezza. Secondo alcune ricerche pubblicate su The Lancet, è a quest'età che il cervello finisce di svilupparsi completamente e non, come pensato finora, a 20-21 anni. «Lo sviluppo del cervello inizia dalle parti posteriori per spostarsi verso le aree anteriori, quelle della programmazione dei propri comportamenti e della comprensione delle conseguenze delle proprie azioni», spiega Massimo Amanniti, psicoanalista e docente di Psicopatologia dell'età evolutiva alla Sapienza di Roma.

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La realtà degli ultimi anni ha rallentato il passaggio all'età adulta?
«Sicuramente. Il cervello di un individuo costretto ad assumersi responsabilità fin da adolescente avrà uno sviluppo più rapido. Purtroppo i giovani vengono responsabilizzati sempre più tardi. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità ha innalzato le stime del passaggio all'età adulta, portandole dai 18 anni ai 21, fino ai 24 attuali».

Il discorso vale anche per l'Italia?
«Vale soprattutto per l'Italia. La società italiana non stimola e non indirizza i giovani a trovare lavoro. Li rinchiude in una sorta di limbo infantile, in cui dipendono dalla propria famiglia anche fino a 28 anni, senza programmare le proprie azioni. La tendenza sì è accentuata negli ultimi anni, complici la disoccupazione e il precariato. Di conseguenza slittano i passaggi successivi, come l'abbandono della casa dei genitori, il matrimonio, la formazione di una famiglia propria, ecc.».

Mai così tanti giovani senza lavoro

Slitterà anche il passaggio all'«età anziana»?

«Dipenderà da quanto le vecchie generazioni tenderanno a mantenere le proprie posizioni, e dalla tenacia con cui i giovani proveranno a scalzarli. Se non ci riusciranno, è probabile che nel futuro diventeremo "più che maturi" attorno ai 70 anni, anziché agli attuali 60».

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