Si laurea su Skype a causa del coronavirus: "Manca sacralità del momento"

Annalisa Cretella

La laurea in comunicazione all'Università di Milano-Bicocca, ai tempi del coronavirus, si consegue su Skype. La tecnologia viene in aiuto per contenere il contagio. Ma certo per i laureandi non è proprio la stessa cosa, dalle palpitazioni al dress code, è tutto diverso. Ce lo racconta chi questa esperienza l'ha appena fatta di persona: Cori Verga, 22 enne di Milano, si è laureata il 2 marzo in Comunicazione. È stata tra i primissimi a sperimentare questa nuova modalità dettata dall'emergenza sanitaria.

Com'è andata?

"È stato molto, ma molto meno formale di come l'immaginavo, avevo già l'outfit pronto e invece mi sono ritrovata a casa con la camicia sopra e le pantofole sotto" racconta all'AGI senza nascondere un po' di scontento. "Sì la delusione sicuramente c'è, perché ci si laurea una, due volte nella vita. È un traguardo importante che si vorrebbe anche condividere, non così".

"Era previsto che sarebbero venuti in ateneo anche i miei amici - racconta - ma alla fine erano sul divano, a casa, dietro di me, mentre parlavo su skype con il relatore e il correlatore. Tutto sommato è uscita fuori una cosa carina. Ma non la stessa cosa. Con questa modalità è mancata un po' la 'sacralita'' del momento. Questo lo pensano anche altri miei compagni di studio. Mi fossi laureata un mese fa sarebbe stato tutto normale".

Il fatto di sapere che tocca a tutti non aiuta: "Nel mio corso di laurea, almeno una trentina si sono laureati come me su Skype. E lo stesso sarà per gli altri". Ma "io comunque sono caduta dal pero" dice Cori. "Solo una settimana prima della discussione, lunedì 24 febbraio, mi p arrivata una mail con la quale l'università comunicava che a seguito del coronavirus la discussione si sarebbe tenuta via Skype in maniera telematica e non in ufficio dal relatore. E quindi di munirci di computer per connetterci a internet e scaricare l'applicazione".

Vada per il bacio accademico ma almeno la corona di alloro l'avrai? Non è detto, perché per adesso "anche la proclamazione che di solito avviene abbastanza rapidamente, dopo qualche giorno, a causa del coronavirus, l'hanno spostata a data da definirsi, sicuramente da aprile in poi".

E in più "Ci è già arrivata la comunicazione, sempre via mail, che probabilmente la proclamazione sarà fatta negli uffici e non in aula Magna, con un massimo di due persone a testa". E gira voce che "ci potrebbe essere la cancellazione della proclamazione in Ateneo: sarebbe stata prevista, in casi estremi, la consegna della laurea a casa. Speriamo assolutamente di no".