Sì monoclonali e antibiotici solo in casi particolari: ecco come si cura il Covid a casa

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Un dottore visita a casa una paziente Covid a Bergamo (REUTERS/Flavio Lo Scalzo)
Un dottore visita a casa una paziente Covid a Bergamo (REUTERS/Flavio Lo Scalzo)

No ai supplementi vitaminici e all'idrossiclorochina. Sì agli antibiotici, ma solo in casi particolari. Fondamentale il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno: sotto il 92% va valutato il ricovero oppure l'ossigenoterapia a casa. Nelle fasi precoci del Covid, i medici di base possono indicare l'uso di monoclonali e il paziente va indirizzato rapidamente ai centri regionali abilitati alla prescrizione. È quanto si legge nella nuova circolare del Ministero della Salute, che ha aggiornato le linee guida per le cure domiciliari dei pazienti Covid.

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La circolare "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2" è stata firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza. Tra le indicazioni si è introdotta la valutazione sui pazienti da indirizzare nelle strutture di riferimento per il trattamento con anticorpi monoclonali. In ogni caso, si raccomanda di eseguire questo trattamento nell'ambito di una struttura ospedaliera o, comunque, in un contesto che consenta una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi.

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Nelle linee guida si precisa che il trattamento con anticorpi monoclonali deve essere iniziato il più precocemente possibile rispetto all'insorgenza dei sintomi, e comunque non oltre i dieci giorni dall'inizio degli stessi. 

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La circolare dà anche indicazioni sull'utilizzo dei cortisonici. Vengono specificati gli usi inappropriati dell'eparina, che va utilizzata solo nei soggetti immobilizzati per l'infezione in atto. Tra i farmaci da non utilizzare si indica la clorochina e si specifica che i corticosteroidi non vanno utilizzati routinariamente. Per quanto riguarda gli antibiotici, l'indicazione è che l'utilizzo sia riservato esclusivamente ai casi nei quali l'infezione batterica sia stata dimostrata da un esame microbiologico.

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Chiarito il concetto di "vigile attesa": si tratta di una sorveglianza clinica attiva, con costante monitoraggio dei parametri vitali e delle condizioni cliniche del paziente. In particolare, nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici si prevedono trattamenti come paracetamolo o FANS in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all'uso. Altri farmaci sintomatici potranno essere utilizzati su giudizio clinico.

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