Si rafforza l'ipotesi nazionalizzazione per Alitalia

Gaia Vendettuoli

La strada per il salvataggio di Alitalia (che appare sempre più in salita) potrebbe passare per la nazionalizzazione della compagnia. Ne ha parlato anche oggi il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli: "Una soluzione si troverà", ha detto senza mezzi termini. Per aggiungere subito dopo: "La nazionalizzazione può non essere per forza un evento negativo. Il problema è: la politica sarà in grado di individuare manager in grado di guidare l'azienda o solo manager trombati dalla politica?".

Il percorso per rilanciare la compagnia, ha spiegato quindi, potrebbe essere quello "di fare una struttura commissariale che abbia come obiettivo la ristrutturazione e poi la remissione sul mercato o la nazionalizzazione". Ma prima di tutto "bisogna agire fortemente sulla componente costo".

Il tema sarà al centro dell'incontro di questa stasera con i commissari straordinari di Alitalia Enrico Laghi, Daniele Discepolo e Stefano Paleari, attesi al ministero. Lo scenario della nazionalizzazione non dispiace ai sindacati, soprattutto alla Cgil: "Come abbiamo sempre sostenuto, una partecipazione dello Stato non può che essere un elemento positivo - ha commentato il segretario nazionale della Filt Fabrizio Cuscito - constatando che fino a oggi le soluzioni di mercato non hanno dato risultati e che la partecipazione statale già avviene nelle più grandi compagnie aeree europee".

Resta il timore per una "soluzione spezzatino", verso cui torna a tuonare il segretario della Cgil, Maurizio Landini: "Proprio in queste ore credo il governo debba prendere delle decisioni. Pensiamo che sia necessario mandare un messaggio molto forte: le nostre categorie hanno proclamato per il 13 dicembre lo sciopero di tutto il settore Alitalia perché noi siamo contrari a qualsiasi idea di spezzatino, di disperdere quello che è un patrimonio del nostro Paese".

La questione Atlantia

Il dossier Alitalia è strettamente collegato a un altro, molto spinoso, e che riguarda le concessioni autostradali. L'ipotesi di revocarle ad Atlantia si sta rafforzando, e oggi il Ministro Luigi Di Maio ha ricordato che "anche Grillo è d'accordo".

Atlantia proprio recentemente si è sfilata dalla cordata con Fs, dichiarando che non sussistono ora le condizioni. Resta poi da sciogliere il rebus dell'ulteriore prestito ponte da 400 milioni di euro introdotto dal decreto fiscale, che l'Unione europea si appresta ad approvare o bocciare.

Dopo il fallimento del percorso di cessione degli asset, una delle priorità del Governo è assicurare gli stipendi ai dipendenti (manca un mese al Natale) e prendere tempo per mettere a punto una strategia che eviti il peggio. Tutto dipende da come l'esecutivo riuscirà ad evitare l'accusa di "aiuti di Stato" da parte dell'Europa.

La questione non è affatto semplice. Anzi, per usare le parole della commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, si tratta di "una valutazione legale ed economica complessa". Rispondendo da Bruxelles a un'interrogazione parlamentare sul nuovo prestito presentata dalla deputata socialista romena Carmen Avram, Vestager ha riferito che "l'indagine è in corso" e che la Commissione è "in contatto" con le autorità italiane.

La commissaria Antitrust ricorda che gli Stati membri devono notificare alla Commissione misure che implichino aiuti di Stato ed evitare di metterle in esecuzione fino a quando l'esecutivo Ue non abbia raggiunto una decisione finale sull'esistenza e la compatibilità degli aiuti: "Se una misura è concessa senza essere stata notificata alla Commissione - avverte Vestager - questa aprirà un'indagine formale quando ha seri dubbi sulla compatibilità degli aiuti". La Commissione, infine, non "può prendere posizione sulla questione della continuità economica" in caso di trasferimento di asset di Alitalia a una NewCo per "assenza di dettagli".