Si riprendono vaccini AstraZeneca. Draghi cerca intesa su dl Sostegni

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 18 mar. (askanews) - Dopo la decisione dell'Ema l'Italia riprenderà già da venerdì la somministrazione dei vaccini AstraZeneca, con l'intenzione di recuperare il tempo perduto.

L'Agenzia europea per i medicinali ha confermato che il medicinale "è sicuro ed efficace" e che i "benefici continuano a essere molto superiori ai suoi rischi". Per questo, l'Aifa ha stabilito che "sono venute meno le ragioni alla base del divieto d'uso in via precauzionale" e dunque dalle 15 di venerdì sarà possibile "una completa ripresa della campagna vaccinale". Resta la preoccupazione per un eventuale effetto psicologico negativo nella cittadinanza a seguito della sospensione, ma se ci sarà si vedrà solo nei prossimi giorni.

Da parte sua il presidente del Consiglio Mario Draghi, che stamani era a Bergamo per la giornata in memoria delle vittime del Covid, ha accolto "con soddisfazione" il pronunciamento dell'Ema. "La priorità del Governo - ha ribadito - rimane quella di realizzare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile". Proprio per questo, nel decreto Sostegni, saranno previsti quasi 4 miliardi di euro per far fronte all'emergenza coronavirus. Nel dettaglio, 2,8 miliardi serviranno per l'acquisto di vaccini e medicinali; 400 milioni per la logistica del piano vaccinale; 200 mln per l'avvio della produzione in Italia e altri 350 per la campagna vaccinale, che vedrà in campo anche i farmacisti.

Il decreto, però, sta incontrando più difficoltà del previsto. Dopo la riunione con i ministri in rappresentanza delle forze di maggioranza, Draghi ha chiesto ulteriori approfondimenti su alcuni punti. In particolare, tra i nodi da sciogliere per i contrasti tra i partiti c'è la questione della "pace fiscale", contro cui si sono espressi i sindacati confederali, ma su cui Lega e Forza Italia non intendono fare marcia indietro. Per Matteo Salvini è "imprescindibile" che nel decreto entri "la rottamazione di decine di milioni di cartelle esattoriali vecchie", mentre Leu si oppone a quello che ritiene un "condono" mascherato. Non è un "condono" ma la "pulizia del magazzino fiscale", garantisce la pentastellata Laura Castelli, viceministro al Mef, chiedendo di superare le "ideologie". Alla fine sulla questione deciderà direttamente il Cdm, così come sul blocco dei licenziamenti. Approfondimenti sono in corso anche sul costo dell'estensione dei voucher anche ai lavoratori in smart working con figli alle scuole dell'infanzia e primarie, chiesto da Italia viva.

Su questi e altri punti, ammette un ministro, "ancora non c'è l'accordo". Draghi però vuole assolutamente chiudere la partita per andare in Consiglio dei ministri venerdì e presentare poi il provvedimento nella sua prima conferenza stampa. Al momento, data la situazione di impasse, la seduta non è stata ancora convocata. L'ipotesi è di tenerla nel pomeriggio. Salvo slittamenti, che il premier vuole assolutamente evitare, consapevole com'è che un rinvio sarebbe un grave danno all'immagine dell'esecutivo.