"Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto - ha twittato il premier -. Gli Stati Uniti possono contare sull'Italia come un solido alleato"

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In data 7 novembre è arrivata l’ufficialità su chi sarà il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America: sarà il democratico Joe Biden. Non si sono fatti attendere i complimenti da parte delle due principali autorità dello Stato italiano: il Premier Giuseppe Conte e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Conte si congratula con Biden

“Siamo pronti a lavorare con il presidente eletto Joe Biden – ha twittato il Premier Giuseppe Conte -. Gli Stati Uniti possono contare sull’Italia come un solido alleato e un partner strategico”. Anche prima dell’ufficialità, Conte aveva ribadito l’importanza della relazione tra i due Paesi. Nelle stesse ore, non hanno mancato di intervenire molti altri leader europei, da Angela Merkel a Emmanuel Macron, oltre alla gran maggioranza dei politici italiani.

Mattarella a Biden

“Desidero esprimerle, a nome della Repubblica italiana e mio personale, i più calorosi rallegramenti per la sua elezione alla Presidenza degli Stati Uniti d’America”. Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si congratula con Joe Biden per il successo nella corsa alla Casa Bianca. “Il popolo americano ha affidato a lei, a seguito di un confronto con una straordinaria partecipazione, il mandato di guidare gli Usa”.

E ancora: “Biden potrà consolidare i legami con l’Italia e l’Europa sotto la sua presidenza, sono certo, Stati Uniti e Italia, e l’intera Unione europea, potranno ulteriormente consolidare i legami di profonda e radicata amicizia, nel nome dei comuni valori di libertà, giustizia, democrazia che li uniscono. Una vicinanza che si consolida in ogni ambito, bilaterale e multilaterale, attraverso una collaborazione multiforme, favorita anche dalla straordinaria opera della numerosa comunità di origine italiana, e tesa a promuovere i valori della sicurezza e della stabilità internazionale, dello sviluppo economico e del progresso sociale, in una prospettiva convintamente transatlantica”.