"Siamo single, lasciateci adottare: i bimbi soli meritano amore, il nostro non è egoismo"

·4 minuto per la lettura
- (Photo: Iuliia Bondar via Getty Images)
- (Photo: Iuliia Bondar via Getty Images)

“A quasi 50 anni voglio un altro figlio. Da single in Italia non posso adottare. Perché un bambino deve stare in un istituto anziché con una mamma che gli vuole bene? Vorrei tanto che si aprisse un caso: magari, se la battaglia la fa un’attrice, ha più eco”. Così Claudia Gerini si è fatta portavoce del sentimento di tante donne e di tanti uomini che nel nostro Paese lottano per vedere realizzato il loro desiderio di genitorialità. Anche da soli.

Lo dimostra la storia di Serena Caprio, medico quarantenne che da anni si batte in prima persona per estendere anche ai single il diritto di poter adottare un bambino. Per questo ha lanciato una petizione su Change.org che ha raccolto oltre 26 mila firme. “In questi anni ho lottato da sola, a viso aperto. Purtroppo sono state poche le persone che si sono esposte, ma qualcosa prima o poi dovrà cambiare”, racconta all’HuffPost.

“In Italia non esiste una legge che consente ai single di adottare bambini (se non affidi speciali) e io non lo ritengo giusto, perché sono sicura che anche da sola potrei dare a un bambino abbandonato l’affetto e tutte le cure di cui avrebbe bisogno - prosegue Caprio - “l’estensione dell’adozione ai single e alle coppie dello stesso sesso non vuole prevaricare la famiglia tradizionale, che rimane la scelta privilegiata per l’affidamento di un minore. Dietro alle nostre richieste c’è sempre la volontà di mettere al primo posto l’interesse del bambino che, invece di patire all’interno di una casa famiglia, potrebbe avere una chance di vivere una vita normale e piena di affetto anche con un genitore single. Credo che sia giunto il momento che in Italia si colmino questi importanti gap legislativi in materia di diritti civili”.

Caprio continua: “Sono stata spesso attaccata, sia per la mia battaglia a favore delle adozioni ai single sia per quella sulla fecondazione assistita (*), che in Italia non è consentita alle donne single e alla coppie omosessuali, generando una grande forma di discriminazione. Le persone, ignorando il diritto alla cura e all’amore proprio di ogni bambino, mi hanno accusato di egoismo, ma io vado avanti. La mia battaglia non si ferma”.

Ma qual è nel dettaglio la legislazione italiana? Come dicevamo, l’Italia ammette l’adozione alle sole coppie sposate. Quello che possono fare i single, invece, è rendersi disponibili all’affido di minori che hanno problemi con le famiglie d’origine. La differenza con l’adozione è però netta: nel caso dell’affido, infatti, lo scopo è sempre quello di reinserire il bambino o il ragazzo nella famiglia d’origine. In rari casi, e cioè quando il minore ha creato un rapporto profondo con l’affidatario e i problemi della famiglia d’origine sono insanabili, oppure quando il minore, orfano di entrambi i genitori, è affetto da disabilità e non è possibile trovare una coppia adottiva (aveva fatto notizia, in questo senso, il caso di Luca Trapanese, che aveva adottato una neonata affetta da sindrome di Down rifiutata da sette famiglie in lista d’attesa), il rapporto di affido può trasformarsi in adozione.

Come funziona l’affido? Per avviare il procedimento, l’aspirante genitore deve presentare una dichiarazione di disponibilità e affrontare l’iter per essere dichiarato idoneo dal Tribunale dei Minori. Il percorso è simile a quello previsto per le coppie: visite mediche, colloqui, orientamento.

Molti single italiani decidono poi di optare per l’adozione internazionale, nei paesi in cui questa è consentita. Una volta tornati in Italia occorre però richiedere al Tribunale dei Minori il riconoscimento della decisione presa dallo Stato estero al fine di legittimare l’adozione. In questi casi, come in tutti quelli che riguardano l’adozione di minori da parte di una persona non coniugata, c’è bisogno dell’approvazione come “adozione in casi particolari”.

Quanto è esteso il fenomeno delle domande di adozione da parte dei single? Difficile a dirsi. Tuttavia, possiamo orientarci su un panorama complessivo sulle adozioni: il più completo risale all’anno 2019 (prima, cioè, della “bomba” Covid, che ha diminuito i numeri soprattutto internazionali). Due anni fa, le domande di adozione nazionale sono state poco meno di 9 mila (8954, per la precisione), delle quali appena 764 come “adozione in casi particolari” (che comprendono anche quelle dei single). Se andiamo invece a vedere le sentenze di adozione, scopriamo che i numeri sono molto più “equilibrati”: nel 2019 abbiamo avuto infatti 865 sentenze di adozione “tradizionale” e 667 per adozione in casi particolari. Va sottolineato, per una lettura più chiara dei dati, che non necessariamente le sentenze emesse nel 2019 si riferiscono a domande presentate nello stesso anno. Per quanto riguarda le adozioni internazionali, invece, nel 2019 si sono registrate 969 richieste di autorizzazione all’ingresso di minori stranieri da coppie italiane.

E le proposte di legge? In questa legislatura ne va segnalata una al Senato, a firma “monocolore” 5 Stelle, presentata il 10 giugno 2020 al Senato e ferma in Commissione Giustizia dal settembre successivo. Alla Camera, invece, si registra la proposta di legge Ravetto (“reiterata” dalla legislatura precedente). In entrambi i casi, il cammino parlamentare sembra ancora molto lungo e incerto, e con esso un’apertura che diversi Paesi dell’Unione Europea hanno già adottato da tempo.

(*) Le tecniche di PMA in Italia vengono disciplinate dalla legge 40 del 2004, che stabilisce la possibilità di trattamento solo per le coppie formate da partner di sesso diverso, precludendo il percorso a donne single e coppie dello stesso sesso. Chi non rientra nei canoni spesso sceglie di recarsi presso centri esteri.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Leggi anche...

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli